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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
07.02.2007 In Iraq c'è anche un terrorismo sciita, che aspetta la fine del mondo
l'analisi di Massimo Introvigne

Testata: Il Giornale
Data: 07 febbraio 2007
Pagina: 14
Autore: Massimo Introvigne
Titolo: «Tra i sunniti e gli sciiti spunta un terzo terrorismo»
 Dal GIORNALE del 7 febbraio 2007:

Il caso di Jamal Jafaar Mohammed, eletto in Parlamento in Irak nella coalizione del primo ministro al-Maliki e ora denunciato dall'intelligence americana come uno dei re­sponsabili degli attentati del 1983 al­le ambasciate americana e francese in Kuwait non riguarda solo la lonta­na giovinezza di un parlamentare iracheno minore. Mohammed ha in­fatti una sua organizzazione khomeinista, che coltiva idee apocalitti-che sulla fine del mondo ed è sospet­tata di sostenere milizie sciite re­sponsabili di atti di terrorismo. La vicenda conferma quello che la lea­dership sciita del governo iracheno solo ora sta cominciando ad ammet­tere: dietro ai recenti fatti di terrori­smo in Irak non ci sono solo due gruppi - i nostalgici sunniti di Saddam ed Al Qaida - ma tre. C'è anche un terzo terrorismo, composto da frange sciite che aspettano l'immi­nente fine del mondo. A questa cor­rente apparteneva anche il gruppo debellato prima che realizzasse il mese scorso una strage a Najaf in occasione della festa dell'Ashura e l'assassinio delle massime autorità sciite irachene.

Gli sciiti si separano dai sunniti nel 661 sulla questione della guida della comunità islamica, che per i sunniti risiede in un califfo elettivo mentre per gli sciiti è riservata in permanenza ai discendenti diretti del profeta Muhammad lungo la li­nea della figlia prediletta Fatima e del marito Ali. L'ultimo discendente diretto di Ali, al-Muntazar, nasce nell'868 e scompare a sei anni nel-T874. Per gli storici è ucciso dai sun­niti, ma per gli sciiti al-Muntazar è il Mahdi, il Messia, che non è morto, anzi è diventato immortale, è entra­to in «occultamento» e si manifeste­rà alla fine dei tempi.

In ambiente sciita nella storia so­no sempre emersi personaggi che hanno dichiarato o di essere il Mah­di o di preparare la strada al Mahdi, peraltro due pretese molto diverse, così come per i cristiani c'è una note­vole differenza fra il Messia, Gesù Cristo, e il precursore, Giovanni Bat­tista.  Sia Khomeini sia Ahmadinejad si sono presentati come pre­cursori del Mahdi, e alle loro prete­se si rifa il millenarismo del deputa­to Mohammed. Anche i diversi movi­menti di Muqtada al-Sadr è di Mahmud al-Hasani (il terrorista ucciso a Najaf in gennaio) considerano i loro leader precursori del Messia. Si trat­ta di variazioni di un estremismo che nella li­nea principale cerca un difficile dialogo con la ge-rarchia sciita irachena fi­lo-governativa, e nella li­nea estrema è passata al puro terrorismo.

C'è in Irak un altro mo­vimento molto più gran­de e più radicale, che fa capo ad Ahmad al-Hasan (nome simile, ma idee diverse rispetto a Mahmud al-Hasani) na­to nel Sud dell'Irak, ma con migliaia di seguaci in tutto il Paese. Al-Hasan non si accontenta di presentarsi come un annunciatore del Mahdi ma si pretende un perso­naggio di origine divina e per i suoi seguaci è il Mahdi in persona. Ne consegue che nell'isiam odierno per al-Hasan non esiste più nessuna gerarchia e l'unica voce autorizzata a interpreta­re il Corano è la sua.

A differenza del deputato Moham­med, al-Hasan nega legittimità an­che alle autorità sciite iraniane, per­ché ogni autorità risiede nello stes­so al-Hasan. Tuttavia nella fioritura di movimenti apocalittici - che apro­no un terzo fronte del terrorismo in Irak - l'Iran, referente principale del gruppo del parlamentare bombarolo Mohammed, può ampiamen­te pescare nel torbido, anzi lo sta già facendo. Le migliaia di miliziani di al-Hasan per ora si sono limitati a scaramucce con gli inglesi. Se insor­gessero in forze, sarebbero guai per tutti.

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