Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
E' ancora poco ma siamo sulla strada giusta !! La Chiesa ci ha messo piu' di un millennio per riconoscere le proprie colpe contro gli ebrei, i comunisti italiani ( per bocca del Presidente Napolitano) solo una cinquantina di anni (dal 1967 in poi) E' una goccia nel mare,ma la condanna dell'antisemitismo ,anche se travestito da antisionismo e' un bel pugno in faccia a tre quarti dei partiti dell'Ulivo,che ora sono al potere con il governo Prodi.Non c'e' stata una netta e dura condanna, al pari di quanto con molto coraggio fece Fini, recandosi a chiedere scusa,direttamente in Israele, ma,e' opportuno cogliere e scorgere,nel colpo di piccone dato dal Presidente Napolitano alle pareti della sua stessa"casa" Il lato buono della sua dichiarazione e la novita' storica, che rende un grammo della giustizia di cui il popolo ebraico ha diritto!!! Una novita',che sara' certamente poco apprezzata da chi si fa fotografare a braccetto con capi terroristi e che tra il diritto alla esistenza di un popolo democratico vittima del terrorismo piu' sanguinario e gli stessi criminali,che ne vorrebbero la distruzione si e' dichiarato in modo irresponsabile equivicino alle parti.Fortunatamente il Presidente Napolitano sembra fatto di ben altra pasta. Angelo Salmoni