Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho letto che il nostro Napolitano avrebbe condannato l’antisemitismo anche quando “si traveste da antisionismo”: la vostra premessa mi basta per non leggere l’articolo. Solito cavillo intellettuale: che è ciò di cui è sempre stato ricco l’occidente; dimostrazione di quali teste possano albergare nei piani alti del palazzo e della cultura, ciò che dimostrò di essere anche il professore Pietro Citati su la Repubblica dello scorso 28 agosto con giustificazioni idealistiche che dovrebbero farlo vergognare se non fosse che è cristiano e quindi con la abitudine dell’impunito. Certo è che più mi interesso della questione palestinese, più leggo, più chiedo ai leccaculo di Israele di giustificare il sionismo e lo Stato di Israele e più divento, purtroppo e mio malgrado, antiebraico. Già sono profondamente anticristiano, tanto perché non abbiate dubbi. lettera firmata
Nessuno diventa antiebraico "suo malgrado". Si prenda almeno le sue responsabilità.