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La Repubblica Rassegna Stampa
24.01.2007 Allarmanti risultati di un sondaggio sull'antisemitismo
in crescita in Europa e in Italia

Testata: La Repubblica
Data: 24 gennaio 2007
Pagina: 13
Autore: Orazio La Rocca
Titolo: «Si parla troppo di Shoah? Italiani divisi»

L'articolo riguarda un sondaggio sull'antisemitismo. Ma il titolo presenta una delle domande, volte appunto ad accertare quanto chi risponde sia antisemita, come una questione aperta, sulla quale dar vita magari a un dialogo franco e costruttivo: "Si parla troppo di Shoah?", gli ebrei fanno troppo "vittimismo"? C'è chi lo pensa e chi no.
La posizione della  REPUBBLICA, resta invece sconosciuta.

Ecco il testo della cronaca , che è corretta:

ROMA - Quasi un italiano su 2 pensa che gli ebrei parlano troppo di Olocausto. Esattamente, il 49 per cento, secondo lŽultimo sondaggio sullŽantisemitismo in Europa svolto nel 2005 dallŽAnti-Defemation League e anticipato a Repubblica dallŽUnione delle comunità ebraiche italiane. Un dato in preoccupante crescita se paragonato al 44 per cento di intervistati che nel 2004 hanno risposto allo stesso quesito. In Europa, lŽItalia è preceduta solo dalla Polonia dove il 52 per cento ritiene che oggi si fanno troppi riferimenti alla Shoah. Dopo lŽItalia, Germania e Svizzera con il 48, lŽUngheria, lŽAustria e lŽAustria (46), Belgio (41), Danimarca (35) e Francia (34). Ma sono di meno quelli che pensano che la morte di Gesù sia stata solo colpa degli ebrei: in Italia il 14 per cento, in Francia il 13. Dato che però in Polonia schizza al 39 per cento.
Il sondaggio - preparato per la Giornata della Memoria del 27 gennaio - è stato svolto su un campione di 6 mila intervistati in 12 paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna, Svizzera e Inghilterra). Lo ha realizzato nel giugno del 2005 una agenzia americana, la First International Resources, «per capire in che misura le posizioni antisemite si stanno sviluppando nel nostro continente», spiega Alessandro Ruben, avvocato romano, consigliere dellŽUnione delle comunità ebraiche italiane e presidente per lŽItalia della Anti-Defemation League. «Dati alla mano - per Ruben - , il quadro che emerge è a dir poco preoccupante, perché analoghe risposte si sono avute sulla presunta influenza ebraica sul mondo economico e finanziario. Se si vuole dare un perché a tesi aberranti come il negazionismo dellŽOlocausto occorre partire anche da questi dati».
Sei le domande poste agli intervistati. Al quesito - «Gli ebrei più fedeli ad Israele rispetto al paese in cui vivono?» - lŽItalia è al primo posto con il 55 per cento, seguita da Polonia (52), Spagna (51), Germania (50), Danimarca (43), Belgio (41). Chiude la Francia con il 29 per cento. Il secondo quesito - «Gli ebrei hanno troppo potere economico?» - vede in testa lŽUngheria (55), seguita da Spagna (45), Polonia (43), Belgio e Italia (33). AllŽultimo posto la Danimarca (11). In testa ancora lŽUngheria (55) alla domanda «Gli ebrei hanno troppo potere finanziario?». Seguono Spagna (54), Polonia (43), Austria e Belgio (33), Italia (32). Chiude lŽInghilterra (16), dove il 28 per cento pensa che «Gli ebrei parlano ancora troppo dellŽOlocausto». LŽultimo quesito, «Gli ebrei responsabili della morte di Cristo?», «preoccupa solo per la posizione dei paesi dellŽEst», conclude Ruben.

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