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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Propaganda in azione ! 05/01/2007
Fotografo palestinese entrerà
in Israele tra 143 anni
Azba, non riceverà l’autorizzazione prima del 2150
RAMALLAH
Dovrà vivere almeno due volte Mohammed Azba, un fotoreporter palestinese di Qalqilya (Cisgiordania), per poter entrare in Israele.

Lo scrive oggi il quotidiano «Palestine Times» riferendo ciò che Azba si è sentito rispondere dopo aver presentato al comando militare israeliano una richiesta di ingresso nello Stato ebraico. Azba, che lavora come free-lance per l’agenzia di stampa americana Ap, ha riferito che l’ufficiale israeliano responsabile per i permessi, gli ha risposto che non avrebbe ricevuto l’autorizzazione richiesta prima del 2150. Di fronte allo stupore del fotografo, il militare israeliano ha precisato: «il computer non dice bugie».

Azba da parte sua ha aggiunto di augurarsi che per quella data i palestinesi non avranno più bisogno di permessi israeliani per spostarsi. Il Palestine Times ha notato che un altro cittadino di Qalqilya, Raed Howari, è stato recentemente condannato da un tribunale israeliano a duemila anni di carcere.
 
Pubblichiamo la e-mail inviata da un nostro lettore alla STAMPA, per questa notizia uscita sul sito internet del quotidiano torinese:
Nei giorni in cui La Stampa non ha altre notizie anti-israeliane da pubblicare, allora decide di mettere delle "notizie" che non si sa se siano vere oppure no, ne' fornisce la versione israeliana degli eventi, ma sicuramente contribuisce a fomentare quell' odio anti-israeliano che spira su tantissimi giornali italiani da 40 anni a questa parte (o forse dobbiamo parlare di 2000 anni di antisemitismo dipinto con altri colori, quelli anti-israeliani ?). 
 
Alberto Levy  

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