Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Chiedo scusa, tra tutti gli articoli di Magdi Allam, di cui ammiro il coraggio e la lucidità delle analisi sull'islamismo, questo mi sembra proprio il meno convincente. Cosa c'entra la contrarietà alla pena di morte con i mondiali di calcio? Cosa c'entrano il relativismo e nichilismo etico con il fatto che un gran numero di cittadini ritenga che la legislazione di uno Stato non dovrebbe contemperare la pena capitale? Cosa c'entrano Pannella che da anni, con i radicali e con "Nessuno tocchi Caino", combatte per una moratoria delle condanne a morte, e Welby, che amò tanto la vita da ritenere la sua una prigione da cui evadere? Non so quali potranno essere le conseguenze dell'impiccagione di Saddam, ma qualsiasi civiltà giuridica liberale per potersi affermare deve rischiare di tenere in vita anche l'assassino più efferato; ogni altro atteggiamento sa di faziosità ideologica, di dogmatismo ammantato da prassi. Per una volta, confido l'ultima, Magdi Allam ha perso la sua lucidità e smarrito il suo coraggio. Giulio Peppini, Parma