Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Questa volta vi è sfuggita la radiocronaca del sostituto di Riccardo Cristiano, ovvero di Filippo Landi. Mi sembrava di vederlo contorcersi dalla rabbia intorno al microfono : stava raccontando l'esecrabile fatto successo al valico di Rafah, in cui loschi figuri al soldo d'Israele assaltano la diligenza del rappresentante democraticamente eletto dell'eroico popolo palestinese", sottraendogli un pingue malloppo di petro-dollari, ragranellato cent su cent nelle capitali arabe e persiana. Più tardi è stata mandata in onda l'intervista al nostrano Chamberlain che attribuiva le colpe di quanto stava accadendo a Gaza ad Israele ed esprimendo un retro-pensiero: "Basta, d'ora in avanti non gli sarò più equi vicino.!"