Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Gentile redazione, le notizie di questi giorni in cui il negazionismo di molti (in Medio Oriente e non solo) si sposa con la disinformazione di altri sul cofronto israelo-palestinese, non possono non suscitare angoscia e preoccupazione, soprattutto per l'effetto che queste demoniache manovre possono avere sulle giovani generazioni. La giornata della memoria, il 27 gennaio, dovrebbe assumere un significato ancora più profondo: non solo ricordare la Shoà ma fare muro contro il ritorno dell'antisemitsmo e di progetti di sterminio del popolo ebraico come quelli del presidente iraniano. Sicuramente ci saranno manifestazioni nelle scuole e trasmissioni televisive per ricordare l'accaduto, ma non ritenete sia il caso di manifestare anche con un simbolo, come un fiocco giallo da indossare in quel giorno, quanto accaduto. Rendere in qualche modo visibile anche per strada la solidarietà nei confronti del popolo ebraico, così duramente colpito in passato quanto minacciato oggi?