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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Leggo Rassegna Stampa
28.11.2006 La tregua "regge" solo grazie a Israele
ma il quotidiano gratuito non lo scrive

Testata: Leggo
Data: 28 novembre 2006
Pagina: 3
Autore: Claudio Margarita
Titolo: «Gaza, razzi sulla tregua»
A pag. 3 di Leggo del 27 novembre 2006 Claudio Margarita firma un articolo dal titolo: "Gaza, razzi sulla tregua"
 
La tregua tiene. Nonostante i razzi.
 
Se continuano a sparare i razzi, é evidente che la tregua "regge" soltanto nel senso che Israele si astiene dal rispondere al fuoco, concedendo tempo ai palestinesi per imporre il rispetto dell'accordo.  
Un cessate il fuoco fragile e incerto prende forza col passare del tempo.
 
Mentre i missili continuano a cadere sui civili israeliani...
 
E' scattato all'alba di ieri mattina, ma le prime ore sono state difficili. Gruppi palestinesi, infatti, hanno continuano a lanciare razzi, ma Israele non ha reagito dando il tempo al presidente Abu Mazen di convincere tutti i militanti palestinesi a deporre le armi. Erano soprattutto gli uomini di Hamas e della Jihad Islamica i più restii ad accettare la tregua. Entrambe le popolazioni vicine al confine hanno tirato un sospiro di sollievo dopo mesi passati a ripararsi dai razzi e dalle incursioni dei militari israeliani. L'Anp ha schierato 13 mila dei suoi uomini migliori a controllare che nessuno spari.
 
E' evidente che quando vuole Abu Mazen può mettere in atto misure per fermare i terroristi. Il fatto che in passato si sia rifiutato di farlo dipendeva allora da un sua precisa scelta politica, di cui ha la responsabilità.

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