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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Libertà per il Libano 24/11/2006
Non so che senso possa avere scrivere qui ciò che sto per scrivere ma sento in qualche modo il bisogno di esprimere a quella parte del popolo libanese, musulmani, cristiani e drusi, che ha partecipato al funerale del ministro Gemayel la mia più profonda  stima per il coraggio mostrato partecipando a quel funerale, la determinazione a non farsi piegare e l'orgoglio con cui ha fatto sventolare le bandiere del proprio  paese mostrando di voler essere un paese libero e democratico sulla propria terra come era un tempo.
Ciò che quello sventolio mi ha comunicato è che sarebbe nostro dovere di persone che si considerano appartenenti ad un mondo civile, per lo meno Europei e Stati Uniti ( Non mi pronuncio per lo Stato di Israele perchè può darsi che già lo faccia o comunque ha già sufficienti problemi economici ) sostenere economicamente in modo molto forte attraverso i canali giusti quelle persone in modo da dar loro sostegno e forza perchè rendano il loro stato libero e filo-occidentale e neutralizzino il sostegno che l'Iran offre agli hezbollah che si "prodiga" in costruzioni di ospedali e scuole avvertite da una parte di quella popolazione come positive mentre sono un indottrinamento per perpetuare odio.
Questa idea non è certo mia, la mia acuzie non arriva a tanto, è che l'ho letta in un articolo da voi evidenziato ma la trovo giusta.
 
 
Per la stessa ragione, dopo aver ascoltato la trasmissione Porta a Porta condotta dal dott. Bruno Vespa di giovedì 23 novembre sul tema del viaggio del Papa in Turchia, La situazione in Libano, le conseguenze sulla missione dei nostri militari dell'Unifil e la situazione dell'islam in Italia, dopo aver sentito che esistono già 611 moschee e che il Comune di Siena ha DONATO IL SUOLO per la costruzione di una nuova moschea a Colle Val D'Elsa, propongo la formulazione di una legge che dichiari il suolo italiano PROPRIETA' del POPOLO ITALIANO in modo che nessuno possa "donare" niente se non col consenso di TUTTI i cittadini. Spero che qualcuno possa fare qualcosa a tale riguardo. Io personalmente mi sento in qualche modo defraudata. Grazie.

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