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Rassegna Stampa
24.11.2006 Israele deve "calmarsi"?
Avi Dichter non dice questo

Testata:
Autore: Anna Momigliano
Titolo: «Persino Dichter, lo 007 caro a Sharon, invita Israele alla calma»
L'articolo di Anna Momigliano, sulla figura di Avi Dichter e sulla sua contrarietà alla proposta di bombardamenti mirati contro istituzioni palestinesi, in risposta agli attacchi terroristici, è interessante e corretto.
Il titolo,
" Persino Dichter, lo 007 caro a Sharon, invita Israele alla calma ", perché dipinge un'Israele "fuori controllo", aggressiva probabilmente senza motivo. Un 'immagine che non corrisponde né alla realtà né al contenuto dell'articolo.
Ecco il testo:
 
C'è uno strano personaggio che si aggira in certi corridoi del governo israeliano, nei vertici dell'intelligence, tra gli altri ranghi di Tsahal. È Avi Dichter, la spia più rispettata (e decisamente la più temuta) di Israele, che ora siede alla destra di Ehud Olmert come ministro della Sicurezza. Quando è uno come Avi Dichter a raccomandare di andarci piano, forse c'è ragione di ascoltarlo.
Dichter non è esattamente un'educanda: cresciuto a pane e blitz sottocopertura, ha lavorato in prima linea per il Sayeret Matkal, leggendario commando di agenti scelti cui sono affidate le azioni top-secret più rischiose (una per tutte, il blitz di Entebbe). Per cinque anni capo dello Shin Bet, i servizi segreti interni oggigiorno ancora più influenti del celebre Mossad, Dichter è l'uomo che ha pianificato e ordinato la lunga serie di omicidi mirati contro i leader di Hamas durante la seconda Intifada. Uno che piazzava esplosivi nelle cabine telefoniche e sotto i sedili delle automobili, uno capace di mettere a punto le più sofisticate operazioni nel giro di poche ore, uno che è riuscito a fare fuori il più sofisticato assassino del Medio Oriente. È comunemente attribuita a un piano di Dichter l'eliminazione di Yahya Ayyash, detto “l'ingegnere”, la mente dietro ai più letali attentati di Hamas: ironia della sorte, gli uomini di Dichter riuscirono a infiltrare un microscopico ma potente esplosivo nel cellulare del migliore mastro bombarolo della Palestina. Lo fecero saltare in aria con una telefonata. A lungo, Avi Dichter è stato considerato «il vero duro» (l'espressione è della rivista Time) dietro ai piani di Ariel Sharon, che certo non è entrato nella storia per la sua linea morbida. È stato Dichter, per esempio, a convincere Sharon a rioccupare la Cisgiordania nel 2002, ed è stato Dichter a convincere Olmert a rioccupare Gaza quest'estate.
Geniale, spregiudicato, senza peli sulla lingua, Dichter però è prima di tutto un sostenitore della Realpolitik, attento alle ripercussioni che ogni azione può avere. Quando il gabinetto di sicurezza si è riunito ieri per approvare dei bombardamenti mirati sulle istituzioni palestinesi, anziché sui leader politici («Se i qassam colpiscono un college israeliano, noi bombarderemo l'università di Gaza», ha detto un ministro), Dichter è andato su tutte le furie: «È esattamente quello che ci serve, così otterremo un bel boicottaggio accademico». In ogni caso, l'ultima decisione spetta al primo ministro. Ma Avi Dichter, che non è tipo da arrendersi, farà di tutto per muovere Olmert a più miti consigli. Pensateci bene, prima di sganciare una bomba. L'avvertimento viene da uno che di esplosioni se ne intende.

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