Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Omicidio Gemayel: le accuse del padre e di Walid Jumblat e le dietrologie della stampa benpensante 23/11/2006
Spettabile Redazione,
con riferimento all'omicidio del Ministro cristiano maronita Pierre Gemayel, membro del Governo libanese assassinato martedì scorso in un agguato, il padre ha commentato: «mio figlio (è stato) ucciso dai siriani». A sua volta il leader druso Walid Jumblat, dopo aver messo l'opinione pubblica in guardia contro il rischio di nuovi attentati, ha affermato: «la Siria è dietro questo crimine perché non vuole un Libano libero e indipendente. Potrebbero uccidere altri rappresentanti del governo o del parlamento» (da “La Stampa” online in data odierna). Domanda: anche il padre di Gemayel e Walid Jumblat sono agenti del Mossad che cercano di intorbidire le acque, sviando così l'attenzione del mondo dalle responsabilità degli odiosi sionisti, i quali mirano a destabilizzare il Libano per farne ricadere la colpa su quell'agnellino del figlio di Assad? Al Ministro D'Alema (così deferente verso gli Hezbollah), al “Manifesto”, a “Liberazione”, a “L'Unità” ed a tutta la stampa benpensante l'ardua sentenza.