Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Unilaterale e sbagliata: la posizione di D'Alema su Israele non aiuta la pace le dichiarazioni di Riccardo Pacifici e Yasha Reibman
Testata: Corriere della Sera Data: 13 novembre 2006 Pagina: 13 Autore: la redazione Titolo: «Critiche dagli ebrei italiani per l'intervista su Israele»
Dal CORRIERE della SERA del 13 novembre 2006:
ROMA — Agli ebrei italiani non è piaciuta l'intervista di Massimo D alema all'Unità di venerdì scorso sulla situazione in Medio Oriente. Alla fine dello shabbat sono arrivate le prime critiche: tutti hanno sottolineato, con vari toni e da diverse posizioni, quella che hanno definito «l'unilateralità» dell' intervento del ministro degli Esteri. I portavoce della comunità ebraiche romana e milanese, Riccardo Pacifici e Yasha Reibman, sono stati i primi. Dopo aver espresso il cordoglio per i morti di Beit Hanun, Pacifici dice di essere rimasto «incredulo di fronte all'analisi di D'Alema del tutto priva dell'elemento scatenante di questa legittima offensiva israeliana: ovvero il fatto che la leadership di Hamas, e non solo, abbia consentito l'unilaterale aggressione con missili Kassam nel sud di Israele e in particolare a Sderot e ad Asqhelon». «E questo — aggiunge — nonostante il ritiro da parte di Israele dell'intera striscia di Gaza, senza lasciare alcun centimetro di terra da contendere con i palestinesi». «Ma anche — continua — per una escalation dell'analisi del conflitto non solo israelo-palestinese ma anche con il Libano, la Siria e soprattutto l'Iran, che vede agli occhi di D'Alema quale unico colpevole di questa situazione sempre e solo Israele». Yasha Reibman avverte che «se la posizione italiana fosse quella di D'Alema sarebbe uno sbaglio. Fare pressioni su Israele per legittimare Hamas, non è detto che rafforzi la strada della pace. In realtà si indebolisce la posizione dell'ala moderata palestinese. Non è detto infatti che la legittimazione di Hamas possa portare ad un accordo: sono loro a non volere riconoscere Israele».
Cliccare sul link sottostante per inviare una e-mail alla redazione del Corriere della Sera lettere@corriere.it