Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Innanzitutto la mia approvazione per il Signor Ahmed Jizad che dimostra di capire e di voler mettere in atto il solo bene per una comunita' cosi' eterogenea come quella musulmana in Italia e cioe' l' integrazione nelle scuole, nella vita e nel lavoro cosi' che la convivenza con gli Italiani, e la cittadinanza italiana sia non solo possibile, ma pacifica frutto di reciproca fiducia e conoscenza, e incipiente di promesse di benessere e ricchezza sia per la comunita' ospite che per l' Italia.
L' unica critica che oso muovere e' questa (e forse fraintendo e la denuncia e' gia' scattata): capisco non voler parlare ai giornali, ma la denuncia alla polizia va fatta e immediatamente senno' chi vien protetto non e' il signor Jizad ma I facinorosi estremisti che oggi lo chiamano al telefono e domani gli tagliano la gola alla Van Gogh. Se l' Italia e' davvero una, se se gli immigrati vogliono davvero integrarsi, devono assolutamente portare I loro problemi alla comunita' intera. Solo se I loro problemi, e I crimini di cui sono vittime sono fatti problemi e crimini contro tutti gli Italiani si potra' iniziare a parlare di integrazione. E questo e ' un monito anche per gli italiani.