Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Strumentalizzazioni politiche di un rapporto di intelligence rassegna di quotidiani
Testata:L'Unità - Il Messaggero - La Repubblica Autore: Roberto Rezzo - Anna Guaita - Alberto Flores d'Arcais Titolo: «Disastro Iraq, i servizi accusano Bush - La guerra in Iraq crea terrorismo - Iraq, Bush torna sotto accusa»
Privi di sfumature e di contraddittorio gli articoli pubblicati il 25 settembre da alcuni quotidiani italiani che evidentemente non aspettavano altro che un rapporto come quello delle agenzie di intelligence americane, secondo il quale la guerra in Iraq ha prodotto un aumento della minaccia terroristica.
Si distingue in praticolare l'UNITA', con l'articolo "Disastro Iraq, i servizi accusano Bush" di Roberto Rezzo.
"La guerra in Iraq crea terrorismo" titola il MESSAGGERO un articolo di Anna Guaita.
Per La REPUBBLICA "Bush torna sotto accusa". Gli articoli di questi giornali hanno in comune lo scarso o nullo spazio concesso alle controargomentazioni dell'amministrazione Bush o dei sostenitori della guerra in Iraq, la forzatura logica per la quale un'analisi che sottolinea la proliferazione di gruppi terroristici indipendenti dai vertici di Al Qaeda e la diffusione di competenze acquisite nel campo di battaglia iracheno finisce per affermare che la guerra in Iraq ha "aiutato" i terroristi e per "mettere sotto accusa" Bush.
Questa lettura sottostima da un lato la forza autonoma di diffusione dell'ideologia islamista e dall'altro l'importanza dei colpi inferti alla struttura e al gruppo dirigente di al Qaeda.
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