Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Le nostalgie di D'Alema ma Shimon Peres non ci casca
Testata: Il Foglio Data: 09 settembre 2006 Pagina: 3 Autore: La redazione Titolo: «Peres strapazza D'Alema»
Le notizie che aiutano a capire occorre sempre andarle a cercare col lanternino. Quasi tutti i nostri giornali mettono in evidenza l'ottimismo che D'Alema ostenta dopo ogni viaggio in Medio Oriente, avendo "scoperto" che alla base del terrorismo internazionale vi è la soluzione della questione palestinese. Invece di sottolineare come questa interpretazione sia smentita da quanto accaduto fra Israele,Libano,Siria,Iran e Hezbollah lo scorso mese, una guerra nella quale i palestinesi non solo non c'entravano, ma dalla quale non erano neppure considerati. Ma D'Alema, invece di affrontare seriamente le ambiguità della risoluzione Onu e capire finalmente che il problema vero si chiama Iran, preferisce riscaldare la minestra della questione palestinese, non rendendosi conto di quanto sia passata in secondo piano, e non certo per volontà di Israele. Anzi. L'UNITA', rispolvera lo stile dei bei tempi andati, quando c'era LUI, cioè Arafat, e a Roma l'interlocutore principe era Nemer Hammad, che udg infatti intervista in un susseguirsi di lodi e apprezzamenti al governo Prodi-D'Alema. Hammad rasenta il ridicolo quando afferma che " la questione palestinese è centrale per stabilizzare l'area" ! Sulla missione che tanto inorgoglisce D'Alema parla chiaro invece Shimon Peres, come riporta beneIL FOGLIO in un editoriale che pubblichiamo.
Dal FOGLIO:
Shimon Peres, vicepremier israeliano,ha lanciato ieri un secco avvertimento al ministro degli esteri Massimo D'Alema, dopo un "lungo e cordiale incontro" a Tel Aviv. Bisogna negoziare con il governo libanese, non con Hezbollah che è il governo dentro al governo". Il riferimento è chiaro ed esplicito non soltanto al più che inopportuno incontro di D'Alema con il deputato di Hezbollah durante la suavisita a Beirut, ma alla tentazione che il governo di gerusalemme legge con facilità dentro lo schema politico in cui si muove il governo italiano: un percorso di accordi sottobanco con il artito di Dio (magari per mandare segnali a Teheran, sempre utili in fase di possibili sanzioni dell'Onu), una presenza militare in Libano fatta di traccheggiamenti, di occhi che non vedono e orecchie che non sentono, una politica "onusiana", insomma. Il tutto in mancanza di una seria strategia, come dimostra il pasticcio sulla missione militare europea a Gaza, idea prima ambiziosamente lanciata da D'Alema, e ieri rinviata alla calende greche, " soltanto a fronte di un accordo tra le parti"; questa posizione è encomiabile ma velleitaria nel momento in cui si stanno sparando ( compresi palestinesi contro palestinesi) e non si vedono neanche i prodromi di un accordo. Il premio Nobel per la pace himon Peres è uno tra i leader più autorevoli in medio oriente. Dopo aver dato le proprie dimissioni dal Partito laburista, si è candidato nel 2005 nelle liste di Kadima, partito del premier Ehud Olmert, di cui è oggi il numero due. E'membro illustre dell'Internazionale socialista. Il richiamo all'ordine, quasi una bacchettata sulle dita del ministro degli esteri italiano, è stato dunque pesante. Il timore degli israeliani che la gestione militare franco italiana dell'Unifil non punti a un rafforzamento della pressione sul governo di Fouad Siniora affinchè disarmi Hezbollah, ma si limiti a un lungo, inutile presidio di un sud del Libano in cui le miliziescidel Partito di Dio potranno rimettersi in forze (come hanno sempre fatto grazie al mancato intervento dell'Unifil) è dunque ben fondato. Da qui, l'inusitata durezza della risposta data dal vice premier Peres a un giornalista che chiedeva il suo parere sulla visita del responsabile della Farnesina a Beirut: " Non sono responsabile degli incontri di D'Alema". Bye bye Peres ?
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