Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Il presidente dell'Associazione Amici di Israele Eyal Mizrahi ha ricevuto la seguente lettera:
Come pacifista e come promotore del comitato che ha preso il nome da uno dei bambini uccisi a Qana, aderisco anche io alla Marcia per la Pace di Assisi. Porterò con me un paio di scarpe da bambino di un anno. Simboleggeranno Abbas al-Shalhoub, il figlio tolto a me e a tutti dalla guerra e il cui sorriso ho adottato. Quelle scarpe saranno con me ad Assisi. Sono anche loro come le scarpe dei milioni di ebrei entrati nei forni crematori di Birkenau. Scarpe di bambini che di certo non avrebbero voluto che i loro successori in religione oggi in Israele, si fossero macchiati di questo stesso crimine umano. Marceranno con me ma con lo spirito di padre Alex Zanotelli. A sabato Ettore Lomaglio Silvestri Comitato per la Pace Abbas al-Shalhoub
Di seguito, la risposta:
Ciao Ettore
Se me lo chiedevi in tempo, ti procuravo un sacco di scarpette di bambini Israeliani ucisi da estremisti arabi (Palestinesi, Hezbollah ecc.) negli ultini anni! ma purtroppo non me l' hai chiesto. Forse il nostro sangue non si fotografa bene come quello Arabo, o forse il nostro lutto e troppo riservato o e troppo poco mediatico!