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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Ennio Remondino: un professionista distratto 01/09/2006
Ho letto con interesse il suo commento e la risposta di Deborah Fait.
Mi stupisco di trovare, in un professionista, errori grossolani tipo quello
sulla nazionalità di un sito tutto italiano. Ma per la propria fede si dice
di tutto.
Venendo a cose più serie, mi stupisce che un professionista veda solo quel
che succede da una parte, senza il minimo pensiero a quel che succede
dall'altra parte. Forse non si é accorto, il professionista, che guerra,
lutti e distruzioni c'erano dalle due parti. E infatti non trovo traccia,
nelle sue parole, di rimprovero verso Nasrallah che tanti dolori ha
provocato a milioni di persone, dalle due parti della frontiera. E neppure
traccia del fatto che da una parte si é cercato di contenere le morti
civili, dall'altra si sono cercate solo quelle, degli israeliani e delle
persone proditoriamente messe vicino alle basi di lancio dei missili. Ebrei
e cristiani vadano all'inferno, mentre i mussulmani morti vanno direttamente
in paradiso, anche se colpiti dal fuoco amico.
E così capisco perché quel professionista sia scappato contento dalla Città
più bella, più fascinosa del mondo.
Se riflette un momento su queste parole potrà forse, almeno nel suo
profondo, capire il perché esiste quella per lei indigesta organizzazione
informazione corretta. Ma non sono certo tanto ingenuo dal pensare che lo
potrà mai riconoscere.
Emanuel Segre Amar

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