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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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La passerella libanese di D'Alema 31/08/2006

“La passerella libanese del nostro ministro degli esteri accompagnato da un rappresentante di una delle più feroci organizzazioni del terrore è cosa indegna del governo di un paese che si dichiari difensore dei diritti come della legalità internazionale.
Tale inqualificabile azione compiuta mentre Hezbollah dichiara non intendere disarmare le proprie milizie, il che significa mantenere i libanesi nel ricatto e nella paura, produce seri dubbi sull'appartenenza del nostro a quei paesi che costituiscono un baluardo del diritto, della libertà e della pace.
Resta difficile, poi, immaginare la costruzione del partito democratico ove confluiscano valori popolari, democratici, metodi moderati e, al contempo, la parata di uno dei massimi dirigenti dei Ds nonché vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Alla classica deriva massimalista che si accompagna a ogni genere di nemico della democrazia, da Saddam a Arafat, da Castro a Ahmadinejan, si contrapponga forte e chiaro lo sdegno e la condanna di quanti non si pongono “equivicini” tra diritto e delitto.
A dimostrare che il nostro è un governo di un paese civile e democratico il Primo Ministro si rechi ad Haifa tra le vittime di una aggressione vile e criminale di cui sono autori quelli che vanno a braccetto con il suo Ministro degli Esteri”.

Fabrizio Gallichi – Consigliere Unione Comunità Ebraiche d'Italia


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