Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Negazionismo a Teheran un editoriale di Giorgio Montefoschi
Testata: Corriere della Sera Data: 19 agosto 2006 Pagina: 37 Autore: Giorgio Montefoschi Titolo: «Iran , negazionismo spacciato per satira»
Dal CORRIERE della SERA del 19 agosto 2006:
I naugurando a Teheran la mostra di vignette sull'Olocausto (con opere inviate da oltre sessanta Paesi, a testimonianza della diffusione dell'antisemitismo, e premi in dollari) Massud Shojai, uno degli organizzatori, ha dichiarato: «Abbiamo aperto questa mostra per trovare dov'è il limite della libertà d'espressione presso gli occidentali». Ha poi aggiunto: «Possono scrivere ciò che vogliono sul Profeta, ma se qualcuno esprime dubbi sull'Olocausto è punito con una ammenda o mandato in prigione». Fa molta confusione il signor Shojai. Un conto, infatti, è il «negazionismo», la negazione della verità e della storia che, come tale, oltre a essere un crimine contro l'intelligenza, è un crimine contro la società civile; un conto è la satira. Ora, a parte il fatto che la cultura ebraica è tutta intessuta di ironia, e questa non risparmia quasi nulla, per quanto riguarda il «limite della libertà d'espressione» che la satira ha in Occidente, deve sapere il nostro organizzatore che il suo confine è solo quello del buon gusto. Deve anche sapere che nell'Occidente cristiano si vedono spesso vignette sul Papa, e non protesta nessuno. Infine, deve sapere che, in caso di vignette ritenute offensive, nessuno si sogna di proclamare condanne a morte, in patria o altrove, né tantomeno di inviare giustizieri a eseguirle. Sì, ci sono immagini che in Occidente non sono state o non vengono viste: per esempio quelle dei civili rapiti in Iraq sgozzati come polli; per esempio quelle del linciaggio mortale del ragazzo palestinese, collaborazionista, ripreso da tante piccole telecamere festanti. Ma quella non è censura: è, ancora una volta, questione di buon gusto. Capito signor Shojai? Ecco, di questi tempi, c'è proprio bisogno di gente come lui per stabilire equidistanze, o equivicinanze.
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