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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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TG 3 Rassegna Stampa
16.08.2006 Per la disinformazione Israele mette già a rischio il cessate il fuoco
mentre Hezbollah non esiste

Testata: TG 3
Data: 16 agosto 2006
Pagina: 0
Autore: Giuseppe Bonavolontà - Filippo Landi
Titolo: «Notizie dal Medio Oriente»
Servizi del TG 3 delle 12 del 16 agosto 2006.

Dopo quello di Giuseppe Bonavolontà dal Libano, nel quale veniva fornito il dato di 1100 morti e 4000 feriti libanesi, senza distinguere
 tra civili ed Hezbollah (più di 400 tra i morti, secondo Israele e l'agenzia libanese Metulla News) e si raccontava del ritorno dei profughi nel sud del Libano senza fare alcun cenno agli israeliani ritornati da Tel Aviv ad Haifa e in Galilea, o usciti dai rifugi, arriva quello di Filippo Landi da Gerusalemme.

Gli israeliani vi sono descritti come un popolo desideroso di guerra, che preme per l'uccisione dei leader di Hezbollah "anche a costo di riprendere il conflitto".
Senza segnalare il fatto che Hezbollah  presenta l'attuale cessate il fuoco come una vittoria, raccogliendo il consenso di molti sciiti libanesi, che hanno festeggiato quella che ritengono una sconfitta israeliana esponendo le bandiere del gruppo terroristico.

Se Israele annuncia che potrebbe  riprendere la guerra se Hezbollah non verrà disarmato, Landi parla di "annunci inquietanti", dimenticando che il disarmo del gruppo è richiesto da due risoluzioni dell'Onu, che Nasrallah non ha mai rispettato e che, lo ha già annunciato, continuerà a non rispettare.
E dimenticando che vi sono molti dubbi sulla capacità delle truppe dell'Onu e di quelle libanesi di imporre la legalità internazionale.

Nessun cenno, in nessuno dei due servizi, neanche alle dichiarazioni minacciose del presidente siriano Assad che , ha indicato i leader politici del "gruppo del 14 marzo" (il movimento contro l'occupazione siriana del paese nato dopo l'omicidio di Rafik Hariri) come "complici  di Israele". Un invito implicito a eliminarli, secondo questi stessi politici.

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ant.dibella@rai.it

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