lunedi` 13 aprile 2026
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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Una lettera a Emilio Fede: i servizi del TG 4 disinformano 10/09/2006
Caro Direttore Fede,
si vede che lei è assente, perché i servizi sul conflitto in questione lasciano, da qualche giorno, a desiderare per la loro superficialità e inesattezza. Questa sera, per esempio, non è stato fatto alcun cenno a quanto hanno battuto le agenzie internazionali, che fonti ospedaliere libanesi hanno affermato che i morti di Cana sono in tutto 28, mentre le stesse organizzazioni umanitarie operanti in Libano parlano di 400 morti e non di 900, come la sua solerte sostituta ha riferito, prendendo per buone le dichiarazioni di Seniora, che continua a macinare falsità e odio, invece di assumersi la propria resposabilità nel conflitto. Inoltre le reiterate minacce di Ahmadinejad all'esistenza di Israele hanno trovato posto solo in un pastone (si dice così?), mentre lei sa benissimo che questa è la posta in gioco, così come lei sa che Israele sta lavorando per l'Occidente, aspettando, come i tre amici, un Godot che non arriverà mai. E questo Godot è la forza internazionale di intermediazione, che potrà avere successo solo se sarà pronta a misurarsi militarmente con gli Hetzbollah. Come cittadina italiana residente in israele, sono molto amareggiata da questa disinformazione, e proprio nel suo telegiornale che solitamente si dimostra più sensibile alla verità dei fatti, secondo il codice del buon giornalismo.
La saluto cordialmente,
Cecilia Nizza

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