Riprendiamo da FORMICHE.net, la video-intervista di Roberto Arditti a Fiamma Nirenstein dal titolo: "A che punto siamo in Medio Oriente. Intervista a Fiamma Nirenstein".
(Video a cura di Giorgio Pavoncello)
Intervista a tutto campo a Fiamma Nirenstein di Roberto Arditti, a partire dal suo ultimo libro: "La guerra antisemita contro l'Occidente". Le radici dell'antisemitismo e perché l'aggressione contro il popolo ebraico in Israele è un attacco a tutto campo contro la civiltà occidentale. E una sconfitta di Israele segnerebbe anche la nostra fine.
Israele sempre e comunque colpevole condanne fondate sull'odio contro lo Stato degli ebrei
Testata: L'Opinione Data: 06 agosto 2006 Pagina: 0 Autore: Elena Lattes Titolo: «La colpa di Israele é quella di esistere»
Da L'OPINIONE del 6 agosto 2006:
Qualunque cosa faccia Israele è sbagliata, sproporzionata, esagerata, quando non addirittura criminale, ingiustificabile, fino ad arrivare a paragonarla, in maniera revisionistica, al nazismo. Ed è successo anche stavolta, nonostante qualcuno si fosse sforzato, arrivando addirittura a menzionare il diritto di Israele (perchè a quanto pare in passato aveva soltanto doveri) a vivere. Meglio, a sopravvivere. Un diritto che, per chiunque altro nel mondo è scontato, insito nella stessa natura dell'esistere. In tanti alla manifestazione svoltasi nel ghetto a metà luglio, avevano riconosciuto che Israele era stato attaccato, senza nessuna provocazione, che i cittadini israeliani, ebrei, arabi, drusi, armeni, circassi, beduini e nuovi immigrati dall'Asia, dall'Africa o dall'est Europa indistamente erano sotto il giogo dei missili Hezbollah dal nord e di quelli di Hamas dal sud. In tanti avevano ribadito con forza il diritto che hanno tutti gli Stati, quello cioè di difendere i propri cittadini. E invece quelle parole sono volate via, lasciando soltanto pie illusioni in chi aveva pensato che qualcosa fosse davvero cambiato.
Israele ha risposto prima bombardando dall'alto e poi entrando con la fanteria. Non aveva scelta: per sei anni non ha reagito ai rapimenti e ai missili, confidando, forse, che la tanto invocata presenza internazionale dell'Onu impedisse quanto meno lo scoppio di una vera e propria guerra. Invece i soldati dell'Unifil, non solo non hanno minimamente disturbato i traffici di armi tra Iran, Siria e Libano, non solo non sono riusciti ad impedire l'uccisione di Hariri, ma non si sono nemmeno ribellati quando gli Hezbollah hanno costruito le rampe di lancio vicino alle loro basi, o quando si sono nascosti nei loro edifici per non essere individuati dagli israeliani, usandoli come veri e propri scudi umani. Soltanto una persona, di quella presenza internazionale, ha denunciato questa pratica orribile: un canadese ha scritto un' e-mail che è diventata, suo malgrado, una testimonianza in punto di morte (è stato ucciso infatti sei giorni dopo): "Un razzo è cascato proprio qui accanto, ma è inevitabile che gli Israeliani colpiscano questa zona, poiché siamo circondati dagli Hezbollah, da qui sparano i loro missili verso le città oltre confine. E' la loro tattica".
Nonostante l'uso di scudi umani sia una pratica vietata dalla Convenzione di Ginevra, secondo la maggioranza di telegiornali e radio, Israele è colpevole. Israele non ha vittime, non ha profughi (eppure lo ha detto perfino Ahmadinejad che 2 milioni di israeliani sono costretti a sfollare dal nord!), non ha migliaia di persone che soffrono di ansia e depressione, perché di Israele si deve dire soltanto il male peggiore: che uccide indiscriminatamente (o come ha detto Kofi Annan, deliberatamente) civili. Israele non reagisce più ma "attacca", non si difende ma "offende", è Israele che si deve fermare, che deve concedere tregue, che deve permettere che gli Hezbollah si riarmino e si riorganizzino. A questi ultimi non è chiesto ormai più nulla, anzi c'è chi ripete in continuazione le parole sconclusionate del premier libanese Siniora sugli Hezbollah come eroi liberatori. Israele è colpevole di aver rioccupato il Libano, è colpevole di aver ucciso i civili usati come scudi umani, è colpevole perfino di essersi ritirato dal Libano sei anni fa.
E' colpa di Israele se ci sono gli Hezbollah in Libano, se i libanesi li hanno votati alle politiche, è colpa di Israele se c'è l'Olp, se Hamas ha vinto le elezioni, se c'è il terrorismo, se si difende con gli omicidi mirati, se si difende con i check-point (ma in quale stato non c'è una frontiera? Quale Stato, se i propri civili venissero ammazzati a decine ogni settimana, non controllerebbe gli ingressi di persone provenienti proprio da dove si fabbricano e inviano bombe umane?), se si difende con la barriera (quale difesa più inoffensiva di una barriera rimovibile?), se preferisce dare lavoro ad asiatici, africani ed est europei che non piazzano bombe, piuttosto che ai palestinesi. Poco importa se Nic Roberts della CNN ha candidamente confessato che il suo reportage del 18 luglio è stato effettuato completamente dagli Hezbollah che, "hanno un' agenzia di informazione potentissima". Quel che è importante è che Israele è colpevole sempre e comunque.
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