Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
L'Unione Europea deve riconoscere la necessità del disarmo di Hezbollah un intervento di Magdi Allam in difesa del diritto all'esistenza e all'autodifesa di Israele
Testata: Corriere della Sera Data: 02 agosto 2006 Pagina: 5 Autore: Magdi Allam Titolo: «Lasciare che Gerusalemme disarmi l'Hezbollah»
Dal CORRIERE della SERA del 2 agosto un intervento di Magdi Allam:
Il nodo che ha portato alla sostanziale paralisi della riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione Europea di ieri e della Conferenza di Roma sul Libano del 26 luglio scorso si può così riassumere: si vuole il cessate il fuoco immediato a tutti i costi o una tregua che rimuova le cause che hanno scatenato la guerra e spiani la via alla pace? Sono ancora molti tra i protagonisti della scena internazionale che faticano o non vogliono comprendere che non c'è affatto un automatismo tra la tregua e la pace. Perché non si tratta di un tradizionale conflitto per ragioni territoriali, economiche o egemoniche, bensì di una guerra ideologica mossa dalla determinazione a eliminare lo Stato di Israele di cui si disconosce il diritto all'esistenza. Ed è in questo contesto che il livello della reazione militare israeliana è da considerarsi proporzionato alla natura della sfida che si traduce nella drastica alternativa della vita o della morte. Israele non ha altra scelta che prevenire la catastrofe perché è l'unico Stato al mondo che non avrebbe il diritto di replica qualora venisse distrutto e la sua gente sterminata. Eppure questo dato di fatto fondamentale sembra del tutto ignorato o nella migliore delle ipotesi sottovalutato da parte di coloro che si affannano a lanciare appelli per un immediato e incondizionato cessate il fuoco. Passa per un dettaglio che può preoccupare, ma non più di tanto, il fatto che la zona a ridosso della frontiera settentrionale di Israele sia stata trasformata nel fronte di prima linea della guerra santa del regime nazi- islamico iraniano contro Israele, manovrando e armando i burattini dell'Hezbollah, con la complicità del regime tirannico siriano sponsor dei terroristi di Hamas. Così come si ignora pressoché totalmente che gli oltre 1300 razzi e missili di produzione iraniana e siriana lanciati contro le città israeliane hanno distrutto o danneggiato centinaia di case, costretto 330 mila israeliani ad abbandonare le proprie abitazioni. Coloro che a distanza giudicano la proporzionalità o meno della reazione israeliana basandosi sulla asettica contabilità delle vittime e dei danni, di fatto addossano a Israele due colpe. La prima «colpa» di Israele è di non aver subito un numero ragguardevole di vittime tale da poter competere con quelle libanesi, grazie all'efficienza dei suoi rifugi antiaerei e del sistema di protezione civile. La seconda «colpa» di Israele è di essere caduto nella trappola tesa dall'Hezbollah, costringendolo a colpire dei bersagli civili usati cinicamente come sedi logistiche, depositi di armi e rampe di lancio dei razzi. C'è tanto cinismo e tanta ipocrisia nell'atteggiamento della comunità internazionale. Che sin dal settembre 2004 con la risoluzione 1559 ha chiesto il disarmo dell'Hezbollah, non per fare un piacere a Israele ma perché necessario alla sovranità e libertà dei libanesi, e oggi si mostra disponibile a nobilitarlo come legittima controparte nel conflitto con Israele. Dal momento che il mondo è impotente a disarmare l'Hezbollah, si ritiene che Israele dovrebbe conviverci anche se si tratta del suo aspirante carnefice. La verità è che tutti sanno che solo Israele può e deve disarmare l'Hezbollah, ma tutti attendono che faccia da solo il «lavoro sporco». La verità è che fino a quando Israele non avrà disarmato l'Hezbollah, nessuna forza multinazionale potrà essere dispiegata. Ecco perché tutti noi dovremmo essere onestamente e decisamente al fianco di Israele. Perché Israele ha il diritto di esistere. Perché solo la sconfitta del terrorismo dell'Hezbollah e di Hamas permetterà ai libanesi di vivere in pace e ai palestinesi di avere il loro Stato indipendente. Perché se la sicurezza di Israele dovesse essere messa seriamente a repentaglio e se gli israeliani si dovessero sentire abbandonati e criminalizzati, a quel punto sarebbe veramente la fine della vita e della speranza per il Medio Oriente. Oggi più che mai sostenere Israele significa prevenire la catastrofe generale e schierarsi dalla parte della pace per tutti.
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