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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Le vere cause dell'attuale crisi 24/07/2006
Una lettera inviata a Sergio Romano:

Caro Romano,
nella Sua risposta al sig. Barabino, Lei sostiene che la genesi del nuovo conflitto mediorientale sia da attribuirsi alla reazione israeliana a Gaza al rapimento di un soldato. Hezbollah, caro Romano, non ha bisogno di pretesti per attaccare Israele, per questo movimento, l'esistenza stessa di Israele è un buon motivo per attaccare.

La vera ragione  è che nel 2000, l'allora Primo Ministro Ehud Barak decise il ritiro completo delle truppe israeliane dal LIbano, nell'ottica di evitare al Paese l'apertura di un altro fronte di guerra. Hezbollah interpretò questo ritiro come un atto di debolezza. Forse ora Hezbollah si dovrà ricredere, ma questa sua bravata costa un prezzo molto alto di vite umane. Inutile dire che dietro Hezbollah gioca l'Iran, il cui presidente ha ribadito, non piu' tardi di ieri, che "Israele deve scomparire dalla cartina geografica".
 
Cordialmente
 
Ester Picciotto

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