Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Fondamentalismo, giustificazioni del terrorismo , negazionismo sull'11 settembre un'allarmante ricerca tra i musulmani europei
Testata: Corriere della Sera Data: 05 luglio 2006 Pagina: 25 Autore: Magdi Allam Titolo: ««Europa, un musulmano su 4 difende i kamikaze»»
Dal CORRIERE della SERA del 5 luglio 006:
Tra una legittima emozione calcistica e una sacrosanta vacanza al mare, forse vale la pena soffermarsi sulla realtà dell'inquilino della porta accanto e che potrebbe condizionare il nostro futuro. Come non preoccuparci del fatto che il 35% dei musulmani in Francia, il 25% in Spagna, il 24% in Gran Bretagna e il 13% in Germania legittimano gli attentati terroristici suicidi contro i civili «per difendere l'islam»? Il recente sondaggio condotto dal «Pew global attitudes project» fa emergere l'immagine di un'Europa sempre più in balia degli estremisti islamici. Il Paese più a rischio è indubbiamente la Gran Bretagna. A un anno dalle stragi di quattro terroristi suicidi britannici nel centro di Londra (56 morti), la Gran Bretagna scopre che la «fabbrica del terrore» sul proprio suolo è sempre più radicata e pericolosa. L'MI5 stima che circa 8 mila musulmani, lo 0,5% del milione e mezzo con cittadinanza britannica, sostiene Al Qaeda. Ma nel sondaggio del Pew, ben il 14% dei musulmani britannici afferma di nutrire molta o qualche fiducia in Al Qaeda, un dato che è addirittura del 16% in Spagna, del 7% in Germania e del 5% in Francia. Ugualmente il 12% dei musulmani in Gran Bretagna, Spagna, Germania e il 9% dei musulmani in Francia pensano che la maggioranza dei musulmani nei rispettivi Paesi sostengono Al Qaeda. Ebbene se confrontiamo questi due primi dati, emerge che l'ideologia del terrore e del «martirio» islamico travalica Al Qaeda e appartiene a un ambito più ampio, quello di Hamas e dei Fratelli Musulmani che legittimano gli attentatori suicidi dei territori palestinesi, in Iraq, Afghanistan e Cecenia. Questa ideologia della violenza e della morte poggia sull'antiamericanismo, l'antiebraismo e più in generale l'antioccidentalismo. Che si manifesta nel negazionismo e nel complottismo storico. Alla domanda «Gli attentati dell'11 settembre sono stati attuati dagli arabi?», rispondono «no» ben il 56% dei musulmani in Gran Bretagna, il 46% in Francia, il 44% in Germania e il 35% in Spagna. Il negazionismo dei musulmani britannici è a un livello addirittura superiore a quello dei pachistani (41%), dei nigeriani (47%) e dei giordani (53%). Mentre la maggioranza dei musulmani europei manifesta una opinione favorevole nei confronti dei cristiani (il 91% in Francia, l'82% in Spagna, il 71% in Gran Bretagna, il 69% in Germania), nei confronti degli ebrei le percentuali si riducono drasticamente (il 71% in Francia, il 38% in Germania, il 32% in Gran Bretagna e il 28% in Spagna). E se consideriamo i Paesi musulmani interessati al sondaggio, colpisce il fatto che il più antiebraico è la Giordania (soltanto l'1% ha un'opinione favorevole degli ebrei), seguito dall'Egitto (il 2%), il Pakistan (il 6%), la Turchia (il 15%) e l'Indonesia (il 17%). La maggioranza dei musulmani britannici (62%) è convinta che le relazioni tra l'Occidente e l'islam siano cattive e che la colpa sia al 48% dell'Occidente. Percentuali simili tra i musulmani in Germania (60% e 46%) e in Francia (58% e 52%), mentre in Spagna solo il 23% dei musulmani dà una valutazione negativa e solo il 28% addossa la responsabilità all'Occidente. Per un altro verso, nella vicenda delle vignette satiriche su Maometto, i musulmani spagnoli sono in testa (con l'80%) nel ritenere che sia da condannare la mancanza di rispetto da parte dell'Occidente, a fronte del 5% che punta l'indice sugli islamici intolleranti. La pensano allo stesso modo il 79% dei musulmani in Francia, il 73% in Gran Bretagna e il 71% in Germania. Eppure pensate che a fronte di questo quadro allarmante, il Pew ha ritenuto di accompagnare il titolo dell'inchiesta «Il grande discrimine: come gli occidentali e i musulmani considerano l'un l'altro», da un occhiello che recita: «I musulmani d'Europa sono più moderati». Si intende «più moderati» rispetto al passato, alla fase immediatamente successiva all'11 settembre 2001. Non so voi, ma a me non tranquillizza affatto questa valutazione relativa. Condivido piuttosto l'analisi del politologo Daniel Pipes che, analizzando il sondaggio, sottolinea l'affermazione del «fenomeno del Londonistan» in Gran Bretagna: più gli autoctoni si sottomettono, più gli islamici reagiscono in modo aggressivo a un comportamento percepito come un atto di debolezza. Se si considera l'insieme degli atteggiamenti dei musulmani, emerge che se la Gran Bretagna rischia perché in passato è stata permissiva al massimo, la Spagna rischia ugualmente perché attualmente promuove una politica lassista. E il dato globale sulla Francia e sulla Germania spiega che essere o non essere implicati nella guerra in Iraq non è significativo nella determinazione del livello di pericolosità dell'estremismo islamico. Sono insegnamenti che valgono per tutti, Italia compresa.
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