Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Sotto gli occhi dell'Occidente si rafforza l'alleanza tra Al Qaeda e Iran mentre i nostri politici "dialogano" con gli ayatollah
Testata: Corriere della Sera Data: 23 giugno 2006 Pagina: 20 Autore: Guido Olimpio Titolo: «Asse Al Qaeda con Teheran contro gli imperialisti»
Dal CORRIERE della SERA del 23 giugno 2006:
E' il 7 giugno. Un alto esponente di Al Qaeda arriva in Iran per incontrare uno dei figli di Osama, Saad Bin Laden, da tempo ospitato nella repubblica islamica. Quindi l'emissario consegna un messaggio di Ayman Al Zawahiri, l'ideologo del movimento al capo dei pasdaran, Rahim Safavi. La lettera — secondo fonti di Teheran — tocca alcuni punti importanti. 1) Al Zawahiri incoraggia il regime islamico a proseguire nell'azione contro «gli imperialisti» 2) Si impegna a frenare Al Zarqawi e rivela di aver mandato un emissario affinchè riduca gli attacchi contro gli sciiti in Iraq. 3) Rringrazia Teheran per l'ospitalità a decine di qaedisti (150-200) dopo il 2001. L'uccisione di Al Zarqawi, l'8 giugno, ovviamente ha superato solo in parte il punto due. Al Qaeda vuole evitare una guerra inter-religiosa in Iraq e dunque è attenta a non creare problemi con l'Iran. Anche perchè gli ayatollah garantiscono protezione ad alcuni dirigenti, come Saad Bin Laden, Seif Al Adel e Abu Ghait, ispiratori di alcuni attacchi in Medio Oriente. A sua volta il regime si tiene in casa i terroristi per poterli usare come carta o merce di scambio in caso di uno scontro con gli Stati Uniti.
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