Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I molti israeliani che chiedono sicurezza e i pochi militanti dell'estrema sinistra Michele Giorgio preferisce i secondi, ma è ai primi che un governo democratico deve una risposta
Testata: Il Mattino Data: 14 giugno 2006 Pagina: 5 Autore: Michele Giorgio Titolo: «Missili di Israele su Gaza: un'altra strage»
"Missili di Israele su Gaza: un'altra strage" titola Il MATTINO del 14 giugno 2006. Un modo di suggerire che Israele compia abitualmente e intenzionalmente stragi di civili e che sua sia la responsabilità anche della tragedia della spiaggia di Gaza. Sottolineiamo un passaggio dell’articol o di Michele Giorgio:
«Lo Stato di Israele non ama questa linea del pugno di ferro, ma è obbligato ad attuarla di fronte ad una Autorità palestinese che non muove un dito per calmare la situazione». Spiegazioni che non convincono non solo i palestinesi, ma anche molti israeliani.
È il solito espediente retorico per dare una parvenza di ragionevolezza alla propria linea anti-israeliana. Chi sarebbero i “molti” non è dato sapersi. Ma da quello che scrive Giorgio i “molti” sono i soliti, e pochi, noti, per lo più militanti dell’estrema sinistra, tra i quali, e lo stesso quotidiano napoletano ne scriveva qualche giorno fa, c’è chi manifesta al grido di “Intifada vincerà!”. I “molti”, semmai, sono gli abitanti di un’intera cittadina, Sderot, concittadini del ministro laburista della Difesa Amir Peretz, che da mesi sono in agitazione perché la loro vita è quotidianamente in pericolo, minacciata dalla incessante pioggia di razzi palestinesi. Questi sono i “molti” al quale un governo democratico deve una risposta, non ai, pochi, militanti politici ideologizzati. Ma Il Mattino preferisce quest’ultimi, in quanto si prestano alle strumentalizzazioni anti-israeliane.
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