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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Ebrei buoni e ebrei cattivi 27/05/2006
Spett. Redazione,
 
ieri sera nel programma televisivo condotto da Giuliano Ferrara, tema: Iran e antisemitismo, con riferimemto all'ultimo libro di Panella, tra i partecipanti alla discussione, oltre all'autore e al Professor Israel, vi era anche il professor Zolo.
Tra le diverse opinioni espresse da quest'ultimo, molto opinabili ed al confine talvolta dell'assurdità, é stata da lui confermata, quale degno epigono o scudiero di Asor Rosa, la subdola e sottile distinzione tra antisemitismo ed antisionismo: non sono antisemita ma sono antisionista.
Applicando tale perserva logica ne risulta:
a) Un Ebreo che vive fuori di Israele é Buono
b) Un Ebreo dello Stato di Israele é Cattivo
c) Il Buono diventa Cattivo se si trasferisce in Israele
d) Il Cattivo diventa Buono allorché fuoriesce da Israele
 
                    ergo:
 
Tutti gli Ebrei diventerebbero  Buoni solo nel caso abbandonassero il loro Stato, ovvero non esistesse più e venisse cancellato dalle carte geografiche Israele.
 
 E poi sostengono, bontà loro, che non sono antisemiti e che sono per l'esistenza di Israele.
 
Usque tandem abutere....!
 
Con cordialità ed amicizia, shalom
 
                               Giuseppe Casarini-Binasco (MI)

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