Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ho conosciuto il dr. Magdi Allam l'altr'anno al Convegno di Gubbio di F.I. In quella occasione ha pronunciato un discorso da par suo e malgrado abbia con forza condannato il terrorismo, mai ha avuto espressioni di odio nei confronti di coloro che professano la sua religione, che uccidono non solo gli ebrei, i cristiani ma anche i loro fratelli mussulmani. Da quello che dice e da come lo esprime si comprende che e' una persona con una sensibilità ed una spiritualità eccezionali, molto rare in un uomo.
Per via di mio padre che era un ebreo veneziano sefardita, a Trieste mia città natale, ho subito la persecuzione e la discriminazione molto in voga a quei tempi, quindi comprendo perfettamente cosa subisce Israele da sempre, in termini di sofferenza e di lutti, e perciò che applaudo per la scelta fatta di ricompensare con il premio internazionale "Dan David" il dr. Magdi Allam. Mi hanno profondamente commosso soprattutto le parole che ha pronunciato alla fine del suo discorso di ringraziamento: "Grazie Israele" "Noi amiamo Israele" "Siamo tutti israeliani" "Viva Israele" "Am Israel hay". Il dr. Magdi Allam meriterebbe per i concetti significanti che ha usato anche il Nobel, perchè è un vero paladino della PACE.
Tullia Vivante - Presidente del Circolo Culturale "Margaret Thatcher" di Venezia