Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Confusione, ambiguità, distorsioni l'informazione sul Medio Oriente del quotidiano di Confindustria
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 25 maggio 2006 Pagina: 5 Autore: Marco Valsania - Roberto Bongiorni Titolo: «Olmert apre ad Abu Mazen - Gaza nel caos, assassinato il capo della sicurezza di Fatah»
"Olmert apre ad Abu Mazen" titola il SOLE 24 ORE di giovedì 25 maggio 2006. Si tratta di un titolo fuorviante, perché Israele ha sempre riconosciuto in Abu Mazen un possibile interlocutore, ed'è recentissimo l'incontro a Shatrm el Sheik tra il presidente palestinese e il ministro degli Esteri di Gerusalemme Tzipi Livni.
Nel testo di Marco Valsania Hamas viene sorprendentemente definito un
gruppo radicale considerato dagli Stati Uniti sponsor del terrorismo
In primo luogo Hamas non é semplicemente uno "sponsor" del terrore: ha organizzato e rivendicato stragi sanguinose. In secondo luogo non solo gli Stati Uniti, ma anche l'Unione europea riconoscono questo fatto. In un altro passaggio equivoco Valsania scrive:
Olmert avrebbe posto come precondizione a trattative il riconoscimento di Israele e la rinuncia alla violenza da parte del Governo palestinese
In questo passaggio non c'é distinzione tra le richieste fatte al governo di Hamas, che non riconosce Israele e legittima il terrorismo, e quelle fatte al Presidente Abu Mazen che, come prevede la Road Map, dovrebbe combattere il terrorismo.
Scorretto anche il titolo dell'articolo di Roberto Bongiorni "Gaza nel caos, assassinato il capo della sicurezza di Fatah". Insieme al sottotitolo "Eliminati anche tre uomini di Hamas. Vani i tentativi di fermare la violenza", suggerisce falsamente l'idea che Israele centri qualcosa in violenze totalmente intrapalestinesi.
Nell'articolo l'uso dell'espressione "omicidio mirato", usato normalmente per indicare operazioni messe a segno da Israele, per indicare l'attentato contro il comandante della Forza di sicurezza preventiva palestinese vicina a Fatah Nabil Hodhod, avvenuto nell'ambito dello scontro Hamas- Fatah, contribuisce alla confusione.
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