martedi` 05 maggio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Il Partito Democratico, un partito infestato di antisemiti. Video di Iuri Maria Prado 27/04/2026

Clicca sulla foto per il video



Clicca qui






Rassegna Stampa
19.05.2006 Non solo Castro
all'Ong di Donato di Santo, sottosegratrio agli Esteri, piacciono anche i terrositi dell'Fplp

Testata:
Autore: Donato Di Santo
Titolo: «Un grido d'allarme da Ramallah»

Uno dei nuovi sottosegretari agli esteri è  Donato Di Santo, presidente della Ong "Movimondo".
Di seguito riportiamo  un articolo di propaganda antisraeliana pubblicato sul sito dell'ong:




http://www.movimondo.info/modules.php?name=News&file=article&sid=76

La tensione in Palestina è di nuovo tornata a livelli insostenibili e a
farne le spese sono anche i progetti di cooperazione e, naturalmente, i
cooperanti che se ne occupano. Compresi quelli di Movimondo, che il 15 marzo
scorso ci hanno inviato un'appassionata  lettera-testimonianza. Eccola.

Vi mandiamo alcune riflessioni dopo gli ultimi drammatici fatti di ieri in
Palestina.

Come saprete la situazione è precipitata dalle 10 di ieri mattina con
l'attacco da parte dell'esercito israeliano alla prigione di Gerico, in
Cisgiordania, dove erano detenuti circa 200 prigionieri palestinesi.
L'attacco è stato motivato dalla volontà dell'esercito israeliano di
catturare Ahmad Sadaat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della
Palestina e altri 5 leader dello stesso gruppo, detenuti a Gerico dal 2002
per l'uccisione del ministro israeliano Rehavam Ze'evi nel 2001 e sotto
tutela di osservatori inglesi e statunitensi.

Dopo venti minuti dal ritiro degli inglesi e americani dalla prigione ieri
mattina (dicono che se ne sono andati per il deteriorarsi delle loro
condizioni di sicurezza) è scattata l'invasione dell'esercito israeliano che
è proseguita violentemente per tutta la giornata. Così facendo inglesi ed
americani hanno completamente violato gli impegni assuntisi nel 2002, ed
hanno innescato una nuova ondata di violenza e rabbia nei confronti degli
internazionali in Palestina.

E' bene che si assumano le loro responsabilità su questo.

L'attacco alla prigione è l'ennesimo scandalo vergognoso perpetrato
dall'esercito israeliano. Un azione gravissima ed arrogante, umiliante e
violatoria degli accordi stipulati nel 2002. Certo Israele non è nuovo ad
ignorare trattati e accordi internazionali, ma l'arroganza,  l'impunità e
l'indifferenza con cui l'"operazione" di ieri si è consumata ha
dell'inverosimile. Eppure è vero. E' vero che i Palestinesi detenuti nel
carcere di Gerico sono stati costretti a sfilare nudi, alcuni anche bendati,
mentre i bulldozer buttavano giù parte dei muri di cinta ed i missili
venivano lanciati sul tetto dell'edificio. "Nessuna negoziazione - hanno
continuato a ripetere per tutta la giornata gli israeliani - o Saadat esce o
muore". E' bene ricordare che Saadat non è stato processato regolarmente da
alcun tribunale,  e benché l'ambasciatore di Israele a Londra abbia
dichiarato il contrario, ieri sera in una intervista alla BBC, questa è la
condizione di più della metà degli 8000 prigionieri palestinesi detenuti
nelle carceri israeliane.

La violenta reazione dei Palestinesi di Gaza contro il British Council, e
l'insofferenza nei confonti degli internazionali in tutto il West Bank
concretizzatasi con rapimenti lampo a scopo dimostrativo (risoltisi dopo
qualche ora), aprono nuovi scenari avvilenti e fanno scaturire riflessioni
tutt'altro che consolanti. La violazione impunita della legalità
internazionale di Israele, e l'arroganza con cui sottopongono i Palestinesi
a questi trattamenti, in questo momento anche cavalcando l'ondata
elettorale, è inaccettabile, e contribuisce in maniera prioritaria
all'inasprirsi delle relazioni, non solo a livello politico ma nel contatto
con la gente. Che cooperanti attivi a Gaza e presenti sul territorio da
anni, rispettati e difesi dalla popolazione, siano stati costretti a
scappare scortati dalla polizia armata è un fallimento su tutta la linea.
Che a noi in Cisgiordania  sia stato chiesto di rimanere chiusi in casa per
evitare spiacevoli incidenti è un altro fallimento. Che si parli di
necessità di evacuazione degli internazionali, seppure comprensibile è
drammaticamente avvilente, e prende letteralmente a calci la volontà di
dialogo e di lavoro comune.

A Ramallah ci sono tanti internazionali, e la situazione anche ieri, è
apparsa relativamente tranquilla.

Verso le tre e mezza di ieri abbiamo ricevuto una mail sul deterioramento
delle condizioni di sicurezza per il personale internazionale, proveniente
da AIDA (Association for International Development Agency) e della quale
abbiamo chiesto spiegazioni all'UTL (Unita' Tecnica della Cooperazione) di
Gerusalemme. Ci e' stato detto che per il momento la situazione è sotto
controllo. Più tardi, verso le 18.00, abbiamo parlato di nuovo con l'UTL che
ci ha informato di non uscire di casa e mantenerci prudenti. Ci è stato
detto anche che verremo prontamente informati qualora la situazione
richiedesse di spostarci a Gerusalemme.

E' l'ennesima pagina buia della storia palestinese. E' l'ennesimo scandalo
impunito. E' l'ennesima violazione arrogante della legalità internazionale.

Ma, onestamente, a chi fa comodo tutto questo? E per quanto tempo ancora
negli scenari globali sarà sostenibile?

Un abbraccio a tutti voi da Ramallah.

Cliccare sul link sottostante per inviare una e-mail alla redazione di Movimondo


info@movimondo.org

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT