Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Esiste un terrorismo pacifista è la tesi del quotidiano comunista
Testata: Corriere della Sera Data: 06 maggio 2006 Pagina: 41 Autore: Magdi Allam Titolo: «Ma il terrore non è mai pacifista»
Su Informazione Corretta di ieri (5 maggio 2006) abbiamo esaminato il supplemento Alias del MANIFESTO, interamente dedicato al tentativo di definire "pacifista" il terrorismo palestinese. Oggi, sull'argomente, un editoriale sul CORRIERE della SERA di Magdi Allam, come sempre acuto, efficace,coraggioso.
Ecco l'articolo:
Si può essere contemporaneamente terroristi e pacifisti ? Sembrerebbe di si leggendo su Alias, il supplemento del Manifesto,la presentazione del film di Lina Makboul "Leila Khaled, the hijacker". Una versione elogiativa della storia della tetrrorista del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, diventata celebre per la sua partecopazione, il 29 agosto 1969, al dirottamento di un aereo Twa in volo da Roma ad Atene, cotretto ad atterrare a Damasco e lì fatto esplodere. "Ritratto della prima terrorista pacifista" titola Alias. Una contraddizione in termini emblematica del nichilismo che s'inflitra sempre più nella nostra vita. Al punto che la vita e la morte assumono indentica valenza. Una diriva etica che ha visto i ben più cinici militanti di Campo Antimperialista equiparare i terroristi suicidi islamici ai "martiri della guerra di liberazione". Leggete l'omaggio reso il 4 dicembre 2005 nel lor notiziario in Internet a Muriel Degauque, cittadina belga convertita all'islam che si è fatta esplodere il 9 novembre 2005 in Iraq. Solo toccando il fondo del relativismo valoriale si comprende quanto sia grave l'equiparazione tra il terrorismo e la resistenza, ormai accreditata da settori influenti della magistratura, della politica, e dell'informazione. Nel contesto di un revisionismo storico e del negazionismo della realtà aggressiva ,non reattiva, della guerra globalizzata del terrorismo islamico. Che fine farà questo Occidente, coretggiando il terrorismo che ha portato alla rovina i palestinesi e vorrebbe trascinare nel baratro iracheni e afghani ?
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