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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
04.05.2006 L'olanda non difende i diritti di Ayan Hirsi Ali
minacciata dal fondamentalismo islamico

Testata: Il Foglio
Data: 04 maggio 2006
Pagina: 3
Autore: la redazione
Titolo: «Sfrattata in nome dei diritti dell'uomo»

Dal Foglio di mercoledì 4 amggio 2006:

La parlamentare olandese Ayaan Hirsi Ali, minacciata di morte dagli islamisti che uccisero Theo van Gogh, col quale aveva collaborato, sarà cacciata dalla sua casa. I suoi vicini hanno sostenuto che la presenza della giovane deputata liberale e delle guardie del corpo che la proteggono può provocare attentati nel loro edificio, che il suo valore immobiliare si riduce e che i controlli della polizia minacciano la loro vita privata. La Corte d’appello dell’Aia ha dato loro ragione, con un argomento che ha dell’incredibile: la Convenzione europea dei diritti umani garantisce agli abitanti la quiete e l’integrità del loro domicilio. A minacciare la quiete e i diritti, dunque, non sono gli assassini che intendono esportare la sharia nella terra dei tulipani, ma la destinataria delle loro minacce. Per lei, evidentemente, i diritti umani, a cominciare da quello alla vita, alla libertà, alla fissazione del proprio domicilio, non esistono.
Se questa abominevole sentenza non sarà riformata in Cassazione, e se nel frattempo non sarà approvato il provvedimento legislativo proposto dal ministro della Giustizia Geert Wilders che tende a garantire una vita “normale” alle persone perseguitate dal fanatismo islamico criminale, Hirsi Ali dovrà vivere nascosta, come accadde ad Anna Frank durante l’occupazione nazista dell’Olanda. In ogni caso la sentenza resterà un esempio vergognoso di come possano essere capovolti i principi di libertà per paura dei criminali che dettano legge. Se nel cuore dell’Europa non si riesce a capire che trattare come una reietta una persona che ha suscitato le ire dei fanatici per aver denunciato le condizioni delle donne nelle società islamiche, dopo essere sfuggita a un matrimonio combinato, è una negazione di tutti i principi di libertà, vuol dire che nessuno di noi può considerarsi libero. I terroristi sembrano in grado di applicare la loro legge disumana, mentre i poteri costituiti, invece di combatterli, si arrampicano sugli specchi per non irritarli. Questo è un segno di vigliaccheria e di degradazione morale che non può essere tollerato. Usare un’interpretazione capziosa dei diritti umani per negarne la sostanza, costringere alla latitanza il minacciato e non i ricattatori, e fare tutto ciò in nome della giustizia è aberrante, disgustoso. In un tempo terribile sugli esercizi pubblici europei campeggiava la scritta “Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei”. Ora si caccia chi non si sottomette alla sharia.

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