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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
04.05.2006 Imparziale chi chiama "militanti" i terroristi ?
un ritratto della BBC che non convince

Testata: Corriere della Sera
Data: 04 maggio 2006
Pagina: 10
Autore: un giornalista
Titolo: ««I morti palestinesi meno visibili» Un rapporto accusa le news Bbc»

Una televisione che sistematicamente chiama i terroristi palestienesi "militanti" può essere ritenuta imparziale o addirittura  eccessivamente sbilanciata a favore di Israele?
Sì secondo un articolo pubblicato da CORRIERE della SERA del 4 maggio 2006  che riprende acriticamente le tesi di una commissione indipendente sulla BBC. Per la quale la BBC farebbe più caso ai morti israeliani che a quelli palestinesi.
 Si  dovrebbe  ricordare che esistono molte differenze tra i morti del terrorismo e quelli provocati dalle reazioni israeliane: queste ultime non prendono di mira i civili e sono , appunto, reazioni, non aggressioni.
E' questa la contestualizzazione che la BBC farebbe bene a fare nelle sue cronache.
In quanto al presunto credito concesso alle fonti israeliane rispetto a quelle palestinesi, non si può che osservare che il controllo politico dei media nell'Anp produce una costante, e dimostrata, distorsione dell'informazione a fini propagandistici.
Quale imparzialità sarebbe quella che concedesse un  eguale credito a fonti libere o comunque poste sotto il controllo  di una libera stampa e a fonti controllate e manipolate con finalità politiche da un potere non limitato ?
Ecco il testo:
 


LONDRA — «Vuoti di informazione, analisi, contesto e prospettiva». Il giudizio severo sulle news del conflitto israelo-palestinese prodotte dalla
Bbc è contenuto nel rapporto di una commissione indipendente al «Board of governors» (il consiglio d'amministrazione della British Broadcasting Corporation).
Lo studio premette che «non c'è parzialità deliberata o sistematica» nell'informazione e che ci sono grandi professionisti sul campo e ottimi programmi, ma per il resto è una serie di contestazioni brucianti. La prima sul linguaggio, definito «incoerente, incompleto e fuorviante».
Due parole in particolare mancano dai notiziari
Bbc: «terrorismo» e «terrorista». È la direzione dell'azienda che ha consigliato ai suoi giornalisti di evitare la definizione «terrorista», con la motivazione che «può rappresentare una barriera alla comprensione» dei fatti. Ma la commissione osserva che «mettere una bomba su un autobus per seminare la morte, pretendendo di farlo per l'avanzamento di una causa, è un atto terroristico che non può essere spiegato con nessun'altra parola».
Torna la vecchia critica alla Bbc di nutrire prevenzioni filo-palestinesi e velatamente anti-semite, dunque? No. Perché il rapporto rimprovera anzi ai giornalisti e ai loro direttori di non spiegare agli ascoltatori «l'asimmetria» del conflitto e di farsi «abbagliare dalle immagini impressionanti e disponibili dei fatti di cronaca, che distraggono dal quadro politico più importante».
Per essere chiari, la relazione sostiene che siccome circolano più immagini di civili israeliani massacrati, i morti della parte palestinese contano di meno. E siccome il governo israeliano è aperto e disponibile nei confronti della stampa, la sua voce sovrasta quella delle fonti palestinesi. Questione scivolosa. Nelle redazioni della Bbc rispondono: ma non eravamo etichettati come filo-palestinesi?
Questa è la prova della nostra imparzialità.

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lettere@corriere.it

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