Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La "rappresaglia" immaginaria di Filippo Landi che alle notizie preferisce le ipotesi
Testata: Gr 1 Data: 19 aprile 2006 Pagina: 0 Autore: Filippo Landi Titolo: «Notizie da Israele e Anp»
Il 18 aprile nel GR1 delle 19:00 il titolo di apertura non è ambiguo: "Israele dopo l'attentato di Tel aviv: "non faremo rappresaglie" cresce l'isolamento internazionale di Hamas". Ma il servizio annunciato dal titolo va in direzione diametralmente opposta. Per l'autore Filippo Landi la notizia non è la rinuncia alla rappresaglia, formalmente dichiarata dal premier israeliano Olmert. Al contrario, con tono incalzante egli afferma:
"La reazione israeliana ai morti di Tel Aviv sarà dura: ci saranno altri omicidi mirati di palestinesi, ma non si varcherà almeno per il momento la linea oltre la quale c'è l'omicidio di Ismail Hainya e di altri leader palestinesi."
Tutto come prima, quindi, ci sono stati nove morti e settanta feriti, il governo israeliano decide di non perseguire i colpevoli, né i loro mandanti e neanche la esplicita copertura politica di Hamas. Ma la notizia deve essere sempre la stessa: Israele verserà altro sangue palestinese.
Continuiamo con il servizio:
"Per molte ore questa mattina i vertici politici e militari israeliani hanno discusso se lanciare una nuova campagna di omicidi mirati contro dirigenti di Hamas che ora vestono anche il ruolo di deputati o ministri. Non si può fare distinzione fra le diverse formazioni terroristiche", aveva scritto il ministro degli esteri israeliano Livni al segretario di Stato americano Condoleeza Rice. Tuttavia gli USA non hanno voluto appoggiare nuovi omicidi di dirigenti di Hamas dalle conseguenze politiche imprevedibili."
Quindi l'ascoltatore è indotto a pensare che i feroci israeliani mordono il freno, ma gli USA hanno paura delle conseguenze della loro furia cieca. Ma la notizia non dovrebbe essere che il governo israeliano insieme ai partner occidentali hanno deciso di perseguire la via diplomatica per la soluzione del conflitto mentre dall'altra parte prevale lo slogan: "Distruggere Israele"?
No, non si può dire, altrimenti l'autore del servizio non potrebbe indurre gli ascoltatori ad individuare le vere vittime dell'attentato (altro che i poveri civili saltati in aria!):
"I deputati palestinesi di Gerusalemme che appartengono ad Hamas saranno però espulsi dalla città e i militanti della Jihad islamica continueranno ad essere obiettivo degli omicidi mirati. Quegli stessi miliziani che hanno oggi criticati il presidente Abu Mazen per la sua condanna dell'attentato di Tel aviv. Da Gerusalemme linea allo studio".
E noi dobbiamo pagare il canone RAI per sentire chiamare "militanti" o "miliziani" i terroristi kamikaze!!!!!
Il testo del servizio è stato riportato integralmente ed è ascoltabile tramite il sito del GR1.
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