Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Una lettera che la dice lunga su tante cose non è una critica al governo, è molto di più
Testata: Metro Data: 19 marzo 2006 Pagina: 22 Autore: la redazione Titolo: «Detenuti nudi, Israele sbaglia»
Pubblichiamo raramente lettere dei lettori ai giornali, ma questa inviata e pubblicata su METRO è particolarmente significativa. Ci dice che la vicenda dalla cattura dei responsabili dell'assassinio del ministro Ze'evi e di altri criminali responsabili di efferati delitti ( si veda l'analisi di Federico Steinhaus su IC di oggi) non è stata spiegata in maniera sufficientemente chiara dai nostri media. Ma rivela altresì il pregiudizio contro Israele da parte di chi equipara spesso e volentieri Israele a Germania nazista. Che cos'è quel riferimento alla "docce" se non un chiaro riferimento ai campi di sterminio ? perchè non dire invece che sono stati fatti spogliare per verificare che non portassero armi ? Enrico, l'autore della lettera, è una delle tante vittime della disinformazione che viene diffusa in Italia contro Israele.
Ecco la lettera:
A pag. 22 Metro di ieri pubblica una lettera firmata da Enrico che scrive:
"Detenuti nudi Israele sbaglia"
Potrebbero gli israeliani spiegare come pensano di guadagnare le simpatie dell'opinione pubblica, dopo aver mostrato decine di detenuti, i quali sono e restano esseri umani anche se palestinesi e quindi non amati dagli israeliani, come appena usciti dalla doccia.
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