Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Intolleranza all'Università di Firenze: la lettera di una studentessa
Spettabile redazione di Informazione Corretta, sono una ragazza di 21 anni che studia Storia e tutela dei beni artistici all'Università di Firenze. Dalla Vostra preziosa newsletter apprendo che il mio ateneo non perde occasione per farmi vergognare di studiarvi. Mi riferisco ovviamente all'atteggiamento vergognoso dei docenti che difendono a spada tratta i ragazzi rei di aver zittito l'Ambasciatore Gol con metodi che ricordano paurosamente quelli delle peggiori dittature del secolo scorso. Fortunatamente non frequento la stessa facoltà di costoro, ma vidi alla TV le immagini di quel giorno e ricordo benissimo che non fu affatto una manifestazione pacifica. Viene spontaneo chiedersi se e in che misura i professori insegnino ai loro studenti di Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche - Facoltà che afferiscono al Polo delle Scienze Sociali di Novoli- i princìpi della tolleranza e del rispetto delle idee altrui, ammesso e non concesso che nella loro mentalità questi valgano per Israele... Credo che a quei miei colleghi e coetanei, tanto convinti di essere nel giusto da non ammettere che la controparte possa aprire bocca - in perfetto stile fascista - farebbe bene vedere le foto di quei 125 bambini e ragazzi, fra cui addirittura dei neonati, uccisi dagli """eroici""" terroristi palestinesi (ma che eroe è colui che se la prende con degli innocenti?) fra il 2000 e il 2005. Io li ho visti, quei volti sorridenti di piccoli uomini e donne che avrebbero potuto essere i miei fratelli o addirittura i miei figli. Penso che tutti dovrebbero vederli per rendersi conto di quanto feroce sia l'odio di chi vuole distruggere un intero popolo, senza distinzioni. Ma ora che ci penso anche un imbianchino fallito coi baffi voleva sterminare tutti gli ebrei fino all'ultimo uomo... Concludendo, voglio dirvi che non tutti gli universitari sono come questi: c'è anche chi condanna la violenza e non si riconosce nell' intolleranza di quei facinorosi!