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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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City - Metro Rassegna Stampa
07.03.2006 A proposito dei giornali gratuiti
quando il costo é zero il valore é negativo

Testata:City - Metro
Autore: la redazione
Titolo: «Anp restituisce fondi per toglierli ad Hamas . Notizie da Israele e Anp»
Venerdi scorso (03/03/2006) City riportava un articolino in cui si sosteneva che l'ex (ma indicato come ancora in carica) governo Anp di Abu Mazen aveva reso 30 milioni di dollari agli Stati Uniti perché non cadessero nelle mani di Hamas. Al contrario, tutti gli altri quotidiani, riferivano che erano gli Usa ad averne richiesto la restituzione, ma non dicevano nulla della risposta palestinese. Tanto meno nessun giornale illustrava la suddetta restituzione come una libera iniziativa di Abu Mazen. Oggi, martedì 7 marzo 2006,  Metroracconta senza spiegarne le ragioni, che Israele ribadisce la "totale chiusura" ad Hamas, dandolo come una notizia negativa degna di disapprovazione, in contrasto con il ritiro da alcuni territori considerato positivamente.
 
Ricapitolando, quindi, se un ignaro lettore basasse la propria informazione soltanto sui piccoli quotidiani gratuiti, ne otterebbe un quadro mondiale del tutto distorto in cui l'ANP è schiacciata tra dall'intransigenza, quando non vera e propria cattiveria, di Israele che non è disponibile al dialogo con i gruppi che le redazioni nostrane non chiamano mai terroristi, sebbene vengano riconosciuti tali da Stati Uniti ed Unione Europea. 
Un quadro ricalcabile anche sulla scena europea dove si dà molto spazio alla ricerca di uno stupido scontro frontale di un ministro leghista o all'esecrabile violenza di alcuni poliziotti nei confronti di immigrati con precedenti penali, ma nemmeno un quarto di pagina all'uccisione del povero Ilan Halimi o della quotidiana aggressione di stampo islamofascista da parte di giovani di origine maghrebina nei confronti dei loro coetanei ebrei. Un quadro piuttosto manicheista, dunque, in cui l'arabo o il musulmano è sempre la vittima e mai provocatore o tanto meno aggressore.
 
Se prendessero un po' meno a caso le notizie dal web, prestando meno credibilità alle affermazioni propagandistiche dei governanti, o ex che siano, palestinesi e dessero più risalto a fatti realmente avvenuti o dichiarazioni verificate anche da altre fonti i giornali gratuiti goderebbero di maggiore stima.

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