Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Il Pdci é impresentabile come Ferrando ma il vero problema é: chi sarà il ministro degli Esteri se vincerà l'Unione?
Testata: Corriere della Sera Data: 21 febbraio 2006 Pagina: 15 Autore: Fabrizio Caccia Titolo: «La rabbia delle comunità ebraiche Reibman: impresentabile tutto il Pdci»
Dal Corriere della Sera di martedì 21 febbraio 2006:
ROMA — Candidati impresentabili? Per Riccardo Pacifici, vicepresidente della comunità ebraica di Roma, anche certi partiti lo sono. Dopo le bandiere Usa e d'Israele bruciate sabato in piazza e il coro «10-100-1000 Nassiriya», Pacifici — in un'intervista al Giornale — ha chiesto all'Unione di escludere dall'alleanza i Comunisti italiani, promotori del corteo. «Ai primi di marzo — annuncia ora Pacifici al Corriere — dovrò presentare a Washington, davanti alle principali associazioni ebraiche americane, una relazione sulla politica italiana. Ci sarà anche Condoleezza Rice. Cosa dovrò raccontare a un mese dalle elezioni? Dovrò raccontare che c'è un partito, i Comunisti italiani, che vuol candidare — almeno così pare — Hamza Piccardo dell'Ucoii, emanazione dei Fratelli Musulmani. E un altro partito, Rifondazione, intenzionato a presentare Ali Rashid, già esponente dell'Olp...». Comunisti italiani impresentabili? «È così — conferma Yasha Reibman, 31 anni, portavoce della comunità ebraica di Milano —. Ci vuole grande strabismo per non riuscire a vedere come il comportamento irresponsabile del Pdci fomenti l'antisemitismo. Ma per gli ebrei italiani ora soprattutto è importante sapere chi sarà l'eventuale ministro degli Esteri dell'Unione. Sarà Rutelli, Fassino, Veltroni o la Bonino? Questi sì, ottimi ministri. Ma come la mettiamo se sarà D'Alema? Che non perde occasione per attaccare i "sanguinari israeliani". Oppure Lamberto Dini, che non perde occasione per andare a trovare i suoi amici ayatollah iraniani in ambasciata? Escludere Ferrando è chirurgia estetica. Candidare Caruso è folclore. Ci interessa di più la politica estera dell'Unione: ma la spaccatura è profonda e il programma fumoso». «Diliberto? È sempre un errore scendere a patti col diavolo pur di prendere qualche voto — aggiunge Victor Magiar, assessore alla cultura della comunità capitolina —. Lo stesso errore che fa il centrodestra con Forza nuova. Almeno Bertinotti ha compiuto passi importanti». Bertinotti non c'era, sabato. E la comunità l'ha molto apprezzato. A sentire Pacifici, una sorta di «sdoganamento» di Rc — come avvenne per Fini e An — è già iniziato. «Ma attenti — avverte Amos Luzzatto, presidente dell'Ucei, l'unione delle comunità italiane — qui è in arrivo lo tsunami, qui si rischia lo scontro teologico: perciò occorre che le persone di buona volontà, ebrei, cristiani, musulmani, s'incontrino». Il rabbino capo di Roma presto sarà ricevuto alla moschea: visita storica. «È giusto — conferma Tullia Zevi, per quasi 20 anni a capo dell'Ucei — l'unica strada è il dialogo». Intanto, però, nel Ghetto di Roma, monta la rabbia. Angelo Sermoneta, presidente del «Circolo 48», giura che la prossima volta a un corteo come quello di sabato ci andranno anche loro, i «Cobas» della comunità. E se qualcuno tenterà di nuovo di bruciare la bandiera, «noi glielo impediremo».
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