Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Ma quali falchi e colombe, il problema é come difendere al meglio Israele sull'esistenza della minaccia non ci sono dubbi
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 21 febbraio 2006 Pagina: 6 Autore: Ugo Tramballi Titolo: «Israele resta incerta su Hamas»
A pag. 6 del Sole24ore del 21 febbraio 2006 è pubblicato un articolo firmato da Ugo Tramballi dal titolo: "Israele resta incerta su Hamas". Tramballi riporta in questo pezzo, i timori dell'esecutivo israeliano che si trova come interlocutore il movimento terrorista Hamas, uscito vincitore dalle elezioni palestinesi. La linea che probabilmente il premier Olmert seguirà, sarà quella del cauto attendismo, ovvero non interrompere i rapporti economici con l'autorità palestinese ma al tempo stesso essere molto vigili e pronti nel farlo, qualora la situazione lo richiedesse. Contestiamo a Tramballi il mancato uso (non è una novità), del termine terrorista in riferimento ad Hamas e la divisione (anche questa purtroppo non è una novità), in presunti falchi e colombe del governo d'Israele. A Gerusalemme non si dividono tra falchi e colombe caro Tramballi, ma solo tra chi ha opinioni diverse da seguire sempre per il bene del popolo ebraico; per evitare stragi e spargimenti di sangue futuri ad opera di chi, come Hamas, ora fa finta di voler governare politicamente.