Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera che condividiamo totalmente
Domenica 12/02/2006
Sui commenti a proposito della questione delle vignette danesi, leggo sempre più spesso il parere che "la libertà di stampa va bene, ma non bisogna provocare la sensibilità altrui". E come si misura questa sensibilità? Evidentemente dalla reazione più o meno violenta: dunque saccheggiare, incendiare, uccidere, è indice di maggiore sensibilità. Allora anche chi accoltella per un sorpasso, il marito che ammazza la moglie, il popolo intero che ammazza con la lapidazione le donne adultere...sono dunque tutti rappresentanti di una umanità più sensibile. lettera firmata