Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Carissimi tutti, mi sa tanto che il concetto di libertá di opinione sia in questi ultimi giorni in serio pericolo, purtroppo si tratta del nostro concetto di libertá che finisce dove inizia quello inteso dalle teocrazie tuttora presenti sulla faccia della terra. Tutto ció é semplicemente sconfortante; ho avuto modo di esaminare ogni singola vignetta incriminata e personalmente non ho trovato assolutamente nulla di offensivo nei riguardi di Mohammed & Co. ho forse peró dimenticato che il mio punto di vista é quello di una persona positiva, culturalmente attiva, di larghe vedute, insomma una persona con pregi e per caritá difetti, ma che si reputa un cittadino del mondo. ho dovuto mandar giú innumerevoli bocconi indigesti, allorquando mi capitava di leggere e/o sentire ció che nel resto del mondo si stava tramando ai danni della civiltá a cui appartengo, nel vedere i vidoclip in cui dei lucertoloni incappucciati scannavano persone fatte della stessa materia-carne ed ossa- mentre altre salamandre si davano da fare per incitare alla guerra santa allo scopo di portare a termine ció che Adolf Hitler non ha avuto modo di conseguire. Il mio stomaco si é ingrossato in questi ultimi anni talmente tanto, che se dovessi vomitare causerei uno tsunami. Non lasciamoci prendere per i fondelli, cerchiamo di vedere le cose come stanno in realtá: chi se la prende per un nonnulla ha la coda di paglia, inutile che ci vengano ad accusare di vilipendio alla religione islamica etc etc, basandosi tralaltro sulle garanzie concessegli dalla democrazia occidentale. Impegnamoci piuttosto a portarli ad un livello di coscienza piú alto, facendo capir loro che non é con l´ odio che si ottiene un ricordo di se stessi per l´ avvenire. E con questo é tutto...