Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Egregio direttore, "Hamas crede che al terra di Palestina sia un deposito legale, terra islamica affidata alle generazioni dell'Islam fino al giorno della Ressurezione. non è accettabile rinunciare a nessuna parte di essa. Nessuno Stato arabo, Nè tutti gli Stati arabi nel loro insiem, nessun re o presidente, Nè tutti i re e ipresidenti messi assieme, nessuna organizzazione, né tutte le organizzazioni palestinesi o arabe unite, hanno il diritto di disporre o dicedere anche un singolo pezzo di essa, perché la Palestina é terra islamica affidata alle generazioni dell' Islam fino fino al Giorno del Giudizio..." Come si può facilmente comprendente dall'articolo 11 dello Statuto di Hamas sopracitato in terra di Palestina non c'è posto per lo Stato di Israele.
Il suo giornale, che da sempre è anche il mio, ha oggi ospitato opinionisti che non condivido ma rispetto. ritengo però che i fatti debbano essere separati dalle opinini e credo che sarebbe corretto nei confronti dei lettori far conoscere la posizione la posizione di Hamas, ricordare che i Savi di Sion sono fra le letture preferite nel mondo arabo oltre alle opinioni di Igor Man che ancora una volta accusa Israele della realtà palestinese invece di evidenziar5e l'incapacità e la corruzione dei dirigenti palestinesi.
E' con profonda amarezza che devo constatare che il pregiudizio antisemita, oggi travestito da antisionismo, è riemerso con preoccupante violenza e con la stessa amarezza concludo che il Suo giornale oggi è stato complice nell'alimentare questo indecente sentimento.
Maria Francesca Toller, lettera inviata alla Stampa il 27 gennaio 2006