Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un'azienda danese finanzia il terrorismo più che auspicabile una punizione esemplare
Testata: Corriere della Sera Data: 23 gennaio 2006 Pagina: 0 Autore: Francesco Tortora Titolo: «Ecco le t-shirt che finanziano i terroristi»
Una triste notizia proveniente dalla Danimarca, riportata sull'edizione on-line del Corriere della Sera.
COPENAGHEN - Voleva essere un'abile strategia di mercato, ma ha prodotto un incidente diplomatico tra due stati sovrani. E' l'iniziativa promossa da un'azienda di moda danese, la "Fighters and Lovers" che ha messo sul mercato delle T-shirt che inneggiano alla lotta armata portata avanti in Colombia dai gruppi ribelli della Farc e in Palestina dal PLFP (Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina). I due gruppi armati da decenni combattono per la "liberazione" dei propri paesi: il primo è da 40 anni in lotta con il governo colombiano, il secondo invece è stato protagonista di tanti attacchi suicidi nei territori israeliani e ha come scopo la distruzione totale dello Stato d'Israele. STRATEGIA - L'azienda afferma che donerà cinque euro per ogni maglietta venduta ai due gruppi armati che hanno ispirato l'iniziativa. Naturalmente la notizia non è stata accolta bene dal governo colombiano che ha protestato ufficialmente contro il governo Danese. "Il finanziamento di gruppi terroristici" ha detto il ministro degli esteri colombiano Carolina Barco "è inaccettabile e va contro tutte le legge internazionali. Comunque il nostro ambasciatore ha contatto il governo danese e gli abbiamo inviato una nota di protesta e soprattutto gli abbiamo chiesto una spiegazione". CAUSA - Gli stilisti però credono nella loro giusta iniziativa: hanno sottolineato che gli ispiratori dei nuovi capi sono la militante palestinese Leila Khaled e il leader dei ribelli colombiani Jacobo Arenas e che parte del guadagno finanzierà la stazione radio in Colombia della Farc e uno studio grafico nei territori palestinesi. LEGGI - L'azienda probabilmente si dovrà scontrare con la legislazione del proprio paese. Secondo una legge del 2002 chiunque si trovi direttamente o indirettamente coinvolto nel finanziamento a gruppi terroristici può essere condannato a pene superiori ai 10 anni di galera. Ma l'azienda non demorde. "Non abbiamo paura di essere portati alla sbarra e condannati. Sono i clienti che decidono di comprare le nostre maglie e quindi sono loro a voler finanziare questi gruppi" dice Bobby Schultz, portavoce dell'azienda. "Inoltre abbiamo ragione perchè combattiamo per dei valori come la giustizia e l'educazione, per i quali sia la Farc sia il PLFP non hanno mai smesso di lottare".
Dal canto nostro ci auguriamo che gli autori di questa iniziativa criminale non "rischino" soltanto le sanzioni penali che è giusto comminare a chi sostiene il terrorismo. E che se qualcuno dovesse pensare di imitarli venga immediatamente fermato.
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