Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un quotidiano sempre benevolo verso i terroristi dunque anche verso Barghouti
Testata: Il Mattino Data: 23 gennaio 2006 Pagina: 8 Autore: la redazione Titolo: «Barghouti dal carcere: «Tratterò con Israele»»
Sempre attenti e benevoli, al Mattino , quando si tratta di palestinesi. Anche Barghouti, in un breve articolo del 23 gennaio 2006, merita un trattamento di tutto rispetto. L’apice è raggiunto in un passaggio del trafiletto, quando si legge: “Barghouti (…) sconta cinque ergastoli per aver fomentato - secondo Israele - attentati terroristici” Il lettore inconsapevole non potrà fare altro che credere in una brava persona detenuta ingiustamente. Tutto ciò che fa e dice Israele, a differenza di quanto accade con i palestinesi, va sempre messo in dubbio. Il Mattino dimentica che il buon uomo in questione è stato condannato da un tribunale in seguito a un regolare processo: responsabile di almeno cinque assassinii di persone innocenti. Non si tratta, quindi, di un parere politico. Ma l’odio, si sa, è una brutta bestia.
Ecco il testo:
Tel Aviv. Un appello ai palestinesi affinchè si rechino in massa a votare il 25 gennaio è stato lanciato dal leader di Al-Fatah Marwan Barghouti in una intervista rilasciata ad Al-Jazira e ad aL-Arabya dal carcere israeliano dove sconta cinque ergastoli per aver fomentato - secondo Israele - attentati terroristici. Nell'intervista Barghuti si dice pronto a negoziati di pace con Israele. Barghuti sembra favorevole a un «governo di emergenza nazionale» che si dedichi a riforme politiche interne e a negoziati con Israele per la costituzione dello Stato palestinese indipendente.
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