Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Tramballi elegge Barghouti e confonde archeologia e politica
Testata: Il Sole 24 Ore Data: 23 gennaio 2006 Pagina: 6 Autore: Ugo Tramballi Titolo: «Per Fatah un leader ergastolano - Una terracotta con la firma di Goliah»
Ugo Tramballi sul Sole 24 Ore di domenica 22 gennaio 2006, elegge Marwan Barghouti leader palestinese e uomo del dialogo con Israele. L'ipotesi, come già abbiamo scritto potrebbe anche rivelarsi un' illusione Non rassicura certo il fatto, da questo punto di vista, che a sostegno della sua ipotesi Tramballi porti le dichiarazioni di Yossi Beilin: un politico israeliano che fino all'ultimo momento si era, appunto, illuso su Yasser Arafat.
Sempre Tramballi mescola archeologia e politica nell'articolo, pubblicato dall'inserto domenicale del Sole dedicato alla cultura, "Una terracotta con la firma di Goliah". Particolarmente assurda è la dignità scientifica concesa alle teorie, totalmente dettate da fini ideologici (attribuire all'Israele antico lo stesso carattere "coloniale" che la propaganda antisionista attribusce allo Stato moderno e rivendicare il possesso esclusivo della terra contesa come discendenti dei suoi primitivi abitanti) che fanno discednere i palestinesi da filistei e cananei.
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