Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
Se la crudeltà diventa "bellissima" pubblicità auno spettacolo che giustifica il terrorismo suicida
Testata: Metro Data: 18 gennaio 2006 Pagina: 23 Autore: la redazione Titolo: «Il monologo di una bellissima kamikaze»
A pagina 23 del numero di Metro di venerdi 13 gennaio è pubblicizzato lo spettacolo dedicato alla terrorista palestinese nell'articolo dal titolo: "Il monologo di una bellissima kamikaze". Ci sembra che "bellissima" non sia in alcun modo l'aggettivo più appropriato per un terrorista suicida. Anche lo fosse, si dovrebbero comunque sottolineare altre caratteristiche. Quelle relative alla malvagità necessaria a compiere un atto criminale come il suo.
Ecco il testo:
Le donne kamikaze e il loro ruolo nella militanza radicale islamica, questo il tema di "Prendimi con te", lo spettacolo monologo, che debutta stasera al Ridotto del Colosseo, ispirato al romanzo di Sladjana Stoikovic "Ultime 24 ore di una kamikaze". Adattato e diretto da Francesco Apolloni, e interpretato da Mimosa Campironi nei panni della ventenne palestinese Samira.
Per scrivere alla redazione di Metro cliccare sul link sottostante