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Tra détente e guerra fredda: i refuseniks

Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.

Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.



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Se ci si abitua alla barbarie

Pubblichaimo una lettera inviata al Corriere della Sera e in copia a Informazione Corretta.

L’edizione odierna del giornale alla pagina 5 riporta del generale egiziano Agami che, non essendo riuscito a compiere un attentato contro Sharon, uccise a pugnalate un soldato israeliano suo prigioniero. Il medesimo articolo ci informa che il galantuomo ha incarico di polizia a Sharm el Sheikh, orbene quale autorità dovrebbe sottoporlo a giudizio per il crimine commesso? Non le pare che se la stessa azione fosse stata compiuta da un occidentale il cronista avrebbe usato tono diverso? Ho la sensazione che stiamo abituandoci alla barbarie proveniente da una parte del mondo.

lettera firmata

10/01/2006


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