Nel contesto della Guerra fredda, la questione dei refusenik rappresentò uno dei casi più significativi di intreccio tra diritti umani, diplomazia internazionale e politica delle superpotenze. Con questo termine si indicavano quei cittadini sovietici, in larga parte ebrei, ai quali veniva negato il permesso di espatrio, nonostante le pressioni internazionali e il clima della détente.
Il webinar intende analizzare il fenomeno dei refusenik alla luce delle relazioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica, del ruolo delle organizzazioni internazionali e delle mobilitazioni dell’opinione pubblica occidentale, mettendo in evidenza le storie individuali e il valore simbolico di questa battaglia per la libertà.
leggo sulla stampa di demolizioni di edifici costruiti da arabi a Gerusalemme est, motivata ufficialmente dal fatto che questi edifici sono abusivi. I giornalisti maliziosi sostengono che l'abusività di tali costruzioni è inevitabile dal momento che la municipalità di Gerusalemme, razzisticamente, non dà concessioni edilizie agli arabi.
Risponde al vero questa "notizia"? Ne dubito, ma vorrei lumi da voi.
Grazie
(lettera firmata)
La gestione urbanistica di Gerusalemme, est o ovest, sud o nord, segue la legislazione israeliana, che è molto rigorosa per quanto riguarda gli aspetti urbanistici. Non si può costruire a piacimento, ma ogni progetto deve essere approvato da una speciale commissione urbanistica. Come accade (o dovrebbe accadere) in ogni paese civile. Se un israeliano costruisce al di fuori delle leggi, la costruzione abusiva viene abolita. Chi non segue le leggi affronta le conseguenze. Tutto questo non coinvolge la appartenenza etnica nè religiosa. La costruzione abusiva viene abbattuta sia che il proprietario sia ebreo,cristiano o palestinese musulmano. Ne segue che le concessioni edilizie vengono concesse in base alla legge. E solo a questa. Tutto il resto è propaganda, verificabile da chiunque abbia voglia di girare per Gerusalemme (est) e verificare con i propri occhi.